Tassa sulla pubblicità, l’aumento si deve pagare entro il 30 aprile

La Corte dei conti non ha autorizzato il Comune ad annullare il 30 per cento in più deciso nel 2019 Il sindaco apre un tavolo con i commercianti: possibili misure compensative su altre imposte
ROSETO. L’aumento del 30 per cento sull’imposta comunale sulla pubblicità 2019, prima applicato e poi sospeso nell’aprile dello scorso anno, con l’impegno del sindaco Sabatino Di Girolamo di annullarlo, dovrà essere pagato dai commercianti entro il 30 aprile 2020. Una decisione obbligata, quella dell’amministrazione comunale, assunta in seguito al mancato parere della Corte dei conti, richiesto attraverso il consiglio delle autonomie locali, sulle possibilità e modalità di annullare, dopo la sospensione, l’aumento già deliberato per il 2019. È derivato da ciò, per la giunta, il dovere di rispettare il divieto di modificare le delibere delle tariffe comunali sulla pubblicità dopo lo scadere del termine, previsto dalla legge, per l'approvazione del bilancio 2019, ovvero il 31 marzo 2019, non avendo appunto la Corte dei conti fornito indicazioni sulle modalità per annullare l'aumento dopo il suddetto termine.
«Non possiamo che prenderne atto», precisa il sindaco, «appena arrivata la notizia, abbiamo subito convocato l’associazione commercianti per valutare delle misure compensative». A seguito di un confronto costruttivo con gli operatori commerciali, dunque, si è quindi deciso di aprire un tavolo di confronto e di dialogo per individuare misure “compensative” dell'aumento 2019, di carattere diverso rispetto al prospettato annullamento, per esempio sconti su altre tasse comunali come la Tosap. «Vorrei precisare che le tariffe dell’imposta sulla pubblicità 2020», aggiunge Di Girolamo, «saranno sempre quelle base della imposta, ferme al 1993, dunque senza aumento».
Soddisfatta la presidente dell’associazione commercianti, Annalisa D’Elpidio. «Prendiamo atto del fatto che l’amministrazione sta facendo la sua parte per attutire gli effetti dell’aumento 2019», afferma D’Elpidio, «attendiamo di conoscere le modalità con cui verranno estese misure compensative, ma possiamo ritenerci soddisfatti delle rassicurazioni fornite, auspicando anche che lo stop all’aumento per il futuro sia una decisione definitiva. Il sindaco infatti ci ha detto per i prossimi due anni almeno, 2020 e 2021, l’aumento non ci sarà. Attendiamo fiduciosi. Soffriamo già molto per il calo degli acquisti, e se il Comune ci dovesse venire incontro non ci dispiace».
Sembrano lontani i tempi dello scorso marzo, quando il Comune annunciò l’aumento del 30 per cento sulle insegne pubblicitarie, con la reazione dei commercianti che, come forma di protesta, decisero di coprire le insegne dei loro negozi con le buste della spazzatura, e qualcuno addirittura eliminò qualche insegna. La protesta fu poi ritirata con la marcia indietro del sindaco che decise di eliminare l’aumento.
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