Team, è in forse la nomina di un presidente politico
TERAMO. Pende una spada di Damocle sulla nomina del presidente della Team, che il sindaco ha a disposizione nella definizione della nuova governance. A mettere i bastoni tra le ruote è una norma del...
TERAMO. Pende una spada di Damocle sulla nomina del presidente della Team, che il sindaco ha a disposizione nella definizione della nuova governance. A mettere i bastoni tra le ruote è una norma del decreto anticorruzione che, oltre a stabilire la riduzione del numero dei componenti del Cda da cinque a tre, prevede anche che i membri del Cda delle società pubbliche siano individuati tra i dipendenti e i funzionari pubblici, come avvenuto nel caso del Ruzzo. In questo caso, il presidente della Team potrebbe non essere una persona nel giro della politica. Dubbi da sciogliere a stretto giro visto che il sindaco perderebbe un tassello importante nella redistribuzione degli equilibri e delle deleghe su cui, già nel fine settimana, è chiamato a confrontarsi con i partiti. Per chiarire questo dubbio Maurizio Brucchi ha posto la questione all’avvocatura dell’ente riservandosi, se necessario, di interpellare anche il ministero. Le perplessità nascono dal fatto che nel caso il Cda dovesse restringersi a tre componenti (due per la parte pubblica, uno per la parte privata) ci sarebbe una sovrapposizione di deleghe che andrebbero a coincidere nella figura di presidente e amministratore delegato, con equilibri sbilanciati tra pubblico e privato. Per quel che riguarda invece l’obbligo a individuare i membri del Cda tra i dipendenti pubblici, sorge il dubbio sulla fattispecie della Team. Questa norma si applica infatti a società pubbliche, tipo il Ruzzo, ma l’avvocatura dovrà chiarire se questo principio va esteso anche a una società mista pubblico-privata quale è la municipalizzata teramana. Certo è che se questa norma del decreto anticorruzione dovesse trovare applicazione, si sgonfierebbe anche il toto-presidente che impazza in queste ore. Se i componenti dovessero rimanere cinque, il più quotato è l’ex segretario generale della Regione Enrico Mazzarelli, seguito dall’ex assessore Mauro Di Dalmazio, dai due ex presidenti Team Raimondo Micheli e Lanfranco Venturoni, ma anche dal presidente della Gran Sasso Teramano Marco Bacchion. La scelta del sindaco deve tuttavia fare i conti con le incompatibilità e gli impedimenti al cumulo delle cariche disciplinati dalla legge Severino. La norma sancisce infatti l’incompatibilità dell’incarico dirigenziale con chi ha svolto ruoli pubblici nelle istituzioni in un periodo non inferiore a un anno. Con questi scenari sarà difficile per Brucchi trovare un equilibrio in tempi stretti così come è facilmente intuibile che l’assemblea dei soci della Team, fissata per il 20 giugno, slitterà probabilmente in seconda convocazione al 27 giugno.
Marianna De Troia
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