Teramo, l’allarme della Cna: «Troppo alta l’età media nei cantieri»

1 Febbraio 2026

Il presidente Martinelli: «La fascia tra i 55 e i 64 anni è quella più colpita dagli infortuni, servono riforme e turnover» 

TERAMO. I recenti infortuni sul lavoro, l’utimo dei quali mortale a Castiglione Messer Raimondo, spingono la Cna ad intervenire sul tema della sicurezza. Secondo l’Osservatorio di Bologna l’Abruzzo è maglia nera d’Italia, con un indice di 24,2 decessi per milione di abitanti. Per Alfredo Martinelli, presidente provinciale Cna, più fattori concorrono a elevare la soglia del rischio: a cominciare dall’invecchiamento della forza lavoro, con conseguente declino fisico e crescita delle malattie professionali. «In Abruzzo la fascia d'età tra i 55 e i 64 anni è statisticamente quella più colpita da infortuni gravi e mortali», dice Martinelli, «Con un'età media che sfiora i 47 anni nei cantieri, i riflessi e la resistenza alle sollecitazioni fisiche diminuiscono, aumentando la probabilità di cadute dall'alto, causa di oltre il 54% degli incidenti nel settore». Situazione che fa il paio con lo sviluppo delle malattie professionali. Tra le ragioni peculiari che hanno reso nel Teramano lo scenario problematico, la pressione produttiva «senza precedenti, con gli eventi sismici del 2009 e del 2016, il Superbonus e il Pnrr e l'elevato numero di cantieri aperti contemporaneamente, spesso di piccole dimensioni» dice il presidente. Circostanze che per la Cna rendono più complessa la vigilanza e la manutenzione dei presidi di sicurezza. Un quadro che si collega direttamente alla difficoltà di reperimento di manodopera: «In Abruzzo la difficoltà di reperire operai specializzati e manovalanza sfiora il 60%, con un evidente riflesso sulla sicurezza. La mancanza di personale qualificato costringe spesso i lavoratori esperti a turni più lunghi o a sopperire alla mancanza di figure di supporto, aumentando lo stress e il rischio di errore umano», aggiunge Martinelli. Le soluzioni per superare queste difficoltà, suggerisce la Cna, passano dalla combinazione di più elementi, come ad esempio le agevolazioni pensionistiche: «L'Ape Sociale, che ad esempio ai lavoratori edili permette di andare in pensione a 63 anni e 5 mesi con 32 anni di contributi, resta lo strumento principale per favorire il turnover», dice Martinelli che invoca riforme più strutturali sull'anticipo pensionistico e sostegno a progetti di reperimento e formazione della manodopera. Una via potrebbe averla indicata proprio la Cna attraverso il protocollo firmato con il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara: ovvero il progetto sui corridoi professionali, che permetterà l’apertura in Egitto di una scuola professionale in cui saranno formati giovani che potranno poi arrivare in Italia in maniera regolare.

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