Teramo piange don Aldino: addio al parroco del duomo

Morto dopo una malattia nella casa del clero di Fermo, aveva 83 anni. Ha guidato la cattedrale di Teramo dal 2007 al 2021
TERAMO. Si è spento giovedì all’età di 83 anni don Aldino Tomassetti, parroco per 14 anni della cattedrale di Santa Maria Assunta a Teramo. È morto nella casa del clero di Fermo, dove aveva trascorso gli ultimi anni segnati dalla malattia. I primi incarichi lo videro parroco di San Salvatore a Crognaleto e successivamente di Santa Maria de Praedis a Castagneto, esperienza che si concluse nel 1977, anno in cui gli venne affidata la parrocchia del Sacro Cuore di Tortoreto Lido. Qui don Aldino rimase per trent’anni, diventando un punto di riferimento per l’intera comunità, prima di essere chiamato a Teramo alla guida del duomo, incarico che svolse fino al 2021. Accanto all’attività pastorale, ricoprì ruoli di rilievo nella diocesi: fu segretario di monsignor Abele Conigli durante il suo episcopato, direttore della biblioteca diocesana e dell’archivio storico diocesano. Per il servizio svolto e i meriti maturati nel tempo, fu insignito del titolo onorifico di Cappellano di Sua Santità. In occasione dei 50 anni di sacerdozio, don Aldino riuscì a coronare uno dei suoi più grandi desideri, celebrando la messa con papa Francesco a Santa Marta a Roma.
Tanti i messaggi di cordoglio postati sui social da persone di chiesa, fedeli, amministratori. Il sindaco di Tortoreto, Domenico Piccioni, lo ricorda come «un punto di riferimento solido e una guida spirituale attenta sempre a fianco degli ultimi e premuroso verso i nostri concittadini, in particolare dei giovani. Il suo impegno e la sua umanità rimarranno un esempio prezioso per tutti noi». Anche Teramo lo ricorda con grande affetto. Così la vicesindaca Stefania Di Padova: «Un sacerdote che sapeva fermarsi, guardarti negli occhi, lasciarti spazio, senza fretta e senza giudizio. In quel modo semplice e raro riusciva a farti sentire accolto, compreso, mai solo. La sua umanità era il riflesso più autentico del vangelo che ha vissuto e annunciato: un cristianesimo fatto di prossimità, di rispetto, di misericordia concreta. Con lui la fede non era mai teoria, ma relazione, presenza, cura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

