Teramo piange Fagnano «Se ne va un grande uomo»

30 Ottobre 2019

L’ex sindaco Brucchi propone di intitolargli il nuovo ospedale: «Era il suo sogno» Oggi il saluto nella camera ardente del Mazzini. D’Alberto proclama il lutto cittadino

TERAMO. Una città in lutto. La morte dell’ex manager della Asl e da qualche mese capo dipartimento della sanità della Regione Roberto Fagnano ha destato dolore e commozione non solo nel mondo della sanità ma tra tutti coloro che in questi anni avevano avuto modo di conoscerlo e apprezzarne la sensibilità e dedizione al lavoro.
Fagnano, che ieri mattina si era sentito male mentre si trovava nella sua abitazione a Teramo, è morto poco dopo il trasporto in ospedale nonostante i tentativi di rianimarlo. Una notizia che ha scosso profondamente la città e non solo, e che ha visto i suoi colleghi, le istituzioni e anche semplici cittadini riversarsi in ospedale fin dal primo momento. Fagnano, pur essendo molisano, era particolarmente legato a Teramo. Quella città alla quale era riuscito a far ottenere un finanziamento di circa 82 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale. Un impegno che adesso in molti vogliono portare avanti. «Con lui se ne va un grande uomo e un grande amico», ha detto con la voce rotta dall’emozione l’ex sindaco e responsabile della senologia dell’ospedale Mazzini Maurizio Brucchi, «sempre pronto a risolvere i problemi della città, non solo quelli sanitari. Il suo grande progetto era il nuovo ospedale, per lui era un obiettivo strategico, lo voleva fortemente. Credo sia un atto doveroso portare avanti questo suo lavoro e propongo di intitolargli il nuovo presidio che sarà realizzato». Brucchi, che ha ricordato come lui, altri medici e Fagnano si incontrassero quasi tutti i martedì per andare a cena insieme, ha poi confidato come l’ex manager vivesse come un cruccio la forte contrarietà di parte della città al progetto del nuovo ospedale. «L’avevo sentito ieri (lunedì per chi legge, ndr) ed era molto angustiato di questo fatto. Mi diceva: “Parlano così perché non sanno che questo ospedale non si può adeguare». A sottolineare l’impegno di Fagnano per Teramo anche il sindaco Gianguido D’Alberto, che ieri mattina è stato tra i primi ad arrivare in ospedale insieme all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, all’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti, ai vertici amministrativi e sanitari dell’azienda sanitaria a partire dal direttore facente funzione Maurizio Di Giosia, e a diversi consiglieri regionali. «Con Fagnano va via una persona che ha avuto a cuore le sorti e il diritto alla salute della nostra città», ha detto il sindaco, che ha proclamato per oggi il lutto cittadino, «siamo stati insieme qualche settimana fa a ragionare di sanità, di ospedale. Il suo impegno per il territorio è qualcosa a cui dovremo dare continuità». A ricordarne le qualità professionali e umane e l’impegno profuso per il territorio sono state tutte le istituzioni e le associazioni del territorio. E così se il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, anche lui arrivato in ospedale, ha espresso «dolore, rimpianto ed estrema commozione» per la scomparsa, «di un uomo che non si può dimenticare», il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo ne ha evidenziato «la dedizione e l'attenzione verso i presidi territoriali periferici» e l’impegno per il nuovo distretto sanitario di base a Roseto. «Era un esempio di grande umanità e correttezza e tutta la sua attività era volta al miglioramento dei servizi», ha sottolineato il primario del centro trasfusionale Gabriella Lucidi Pressanti, «Sapeva ascoltare e farsi capire».
Tra i tanti che ieri hanno voluto esprimere il proprio cordoglio anche il sindaco di Civitella Cristina Di Pietro, la Fondazione Tercas, l’istituto zooprofilattico, il coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo, il presidente del Teramo calcio Franco Iachini, l’Anaao, il gruppo consiliare del M5S di Teramo, la commissione pari opportunità della Provincia e la consigliera di parità Monica Brandiferri. L’ultimo saluto da parte della città a Fagnano ci sarà oggi alle 9, nella camera ardente allestita nella sala conferenze del secondo lotto del Mazzini, dove il vescovo Lorenzo Leuzzi celebrerà una messa di commemorazione.
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