Tetto crollato L’appello del papà: dateci una casa

NERETO. E’ l’appello disperato di un padre. Un padre che tre giorni fa ha estratto i figli dalle macerie di un tetto crollato sui lettini in cui dormivano due bambini di 8 e 10 anni. Farez cerca una...
NERETO. E’ l’appello disperato di un padre. Un padre che tre giorni fa ha estratto i figli dalle macerie di un tetto crollato sui lettini in cui dormivano due bambini di 8 e 10 anni. Farez cerca una sistemazione «perchè non posso portare i miei figli già provati da quello che è successo nei due locali messi a disposizione da Comune e parrocchia. Non sono adeguati. Cerchiamo una casa vera dove poter stare in attesa di rientrare nella nostra che è ora stata sequestrata». Farez è un artigiano, da anni vive in Italia dove fa l’imbianchino. Quella casa in via Lelii lui e la sua famiglia l’avevano comprata nel 2008 con i risparmi di una vita. Ci viveva con la moglie, i suoi due figli, i genitori e altri familiari: complessivamente dieci persone. Poi domenica mattina il tetto di quella casa è crollato sulla camera da letto dei bambini che sono stati protetti da una sorta di piccola struttura a ponte dei mobili sulle teste. La procura ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose iscrivendo nel fascicolo degli indagati i genitori nella loro veste di proprietari. «La casa è stata sequestrata e noi non abbiamo potuto portare via niente, nemmeno i vestiti per i nostri figli», continua l’uomo, «il mio bambino, che dopo il crollo, ha avuto un problema ai denti, è stato operato proprio ai denti ed è ricoverato in ospedale, mentre l’altra mia figlia è casa di alcuni conoscenti. Se fosse solo per noi adulti potremmo dormire anche in una macchina, ma i bambini hanno bisogno di un ambiente adatto soprattutto dopo quello che è successo. Per questo lancio un appello per trovare una casa in cui poter vivere». E ieri mattina l’uomo e la sua famiglia hanno incontrato il sindaco di Nereto Giuliano Di Flavio. «Stiamo cercando di fare tutto quello che è possibile ma non è facile trovare una casa per ospitare dieci persone», dice, «ho contattato sia privati che amministratori di altri Comuni per cercare di avere la disponibilità di un alloggio. Fino a questo momento le ricerche non hanno dato esito positivo, ma io continuo a cercare. Anche a Teramo, anche a Roseto. Noi avevamo trovato una sistemazione provvisoria in alcuni locali della Caritas, ma la famiglia chiede una sistemazione autonoma e noi stiamo cercando di fare tutto il possibile per trovare la casa. Io capisco che la loro situazione non sia facile e per questo mi appello anche ai privati affinchè possano intervenire».
Farez e la sua famiglia sperano che qualcuno li aiuti. Il più presto possibile.(d.p.)
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