Trasporti, alloggi e spazi di studio «Gli universitari senza risposte»

L’Udu elenca le carenze nei servizi: biglietti dei bus cari e mancano corse serali, abitazioni inadeguate Tra le carenze anche gli orari di apertura limitati della biblioteca Delfico e l’assenza di altre sale simili
TERAMO . Trasporti, alloggi, spazi per lo studio: sono i tre grandi temi, anzi problemi, di chi vive Teramo nella veste di universitario. L’Udu (unione degli universitari) da sempre insiste sulla necessità di lavorare su questi fronti per rendere il capoluogo aprutino una vera città universitaria ma «ci troviamo di anno in anno a non avere risposte, anzi il nuovo anno accademico ci vede ulteriormente penalizzati col rincaro dei trasporti voluto dalla Regione», dice Pierluigi Marini, coordinatore dell’Udu di Teramo.
Il PROBLEMA TRASPORTI
I costi dei mezzi pubblici, l’assenza di abbonamenti scontati per gli universitari, orari delle corse degli autobus limitati sono le criticità che più pesano sugli studenti. «Chiediamo il biglietto unico, come a Pescara, che possa garantire una mobilità a prezzi contenuti usando indistintamente i mezzi su gomma e rotaie. Una richiesta che facciamo da tempo, ma che non è accolta dalla Regione che crea così una discriminazione geografica fra studenti» spiega Marini, «Così come siamo discriminati sugli abbonamenti: nessuno sconto o agevolazione, mentre in molte città italiane il servizio di trasporto è addirittura gratuito. A ciò si aggiunga la gravità degli aumenti entrati in vigore in estate su disposizione della Regione Abruzzo: per muoversi a Teramo un abbonamento agli autobus è passato da 32 euro mensili a 35 euro. Costi che gravano sulle famiglie, che disincentivano l’uso del trasporto pubblico e spingono all’utilizzo di mezzi privati, ovviamente per chi può permetterselo e in barba all’ambiente».
Mancano corse serali
Le critiche mosse dall’Unione degli studenti universitari riguardano anche gli orari dei mezzi. In particolare l’assenza del servizio di sera «non consente di attivare la mensa universitaria per la cena, ci taglia fuori dalla vita cittadina, penalizza studenti che per risparmiare affittano case in quartieri periferici. Su questo chiediamo di intervenire perché una città universitaria non può non garantire un servizio notturno come avviene praticamente ovunque», aggiunge Marini che anche sugli alloggi ritiene alti gli affitti alla luce delle condizioni delle abitazioni e dei servizi che in generale la città offre.
I costi degli appartamenti
La media, secondo le indagini Udu, si aggira sulle 220 euro al mese per una stanza ma «i sondaggi che abbiamo condotto disegnano un quadro desolante: case prive di manutenzione, con muffe e disagi importanti e con prezzi che sono aumentati», prosegue il coordinatore Udu rilevando come tutto ciò faccia il paio con borse di studio rimaste invariate negli importi nonostante l'aumento generalizzato del costo della vita.
Niente spazi per lo studio
Ultima, ma non per importanza, la questione degli spazi per lo studio. Sono praticamente assenti. Se si escludono biblioteche e sale presenti all'interno dell'università, che in termini di orari “pagano” anche loro il prezzo degli autobus (l'ultimo collegamento fra Colleparco e il centro città è alle 20), Teramo non ha luoghi accessibili. La biblioteca Delfico osserva orari non compatibili con la vita universitaria ed è aperta nel pomeriggio solo due volte a settimana. «Per la Delfico abbiamo sempre chiesto aperture più lunghe, ma la Regione non stanzia le risorse necessarie. Non abbiamo luoghi dove studiare e ciò rappresenta un'altra discriminazione rispetto a chi studia in altre città dove le sale studio sono aperte anche fino a notte e nei fine settimana. Come possiamo parlare di Teramo città universitaria?», conclude Marini. L’Udu e il Comune nei mesi scorsi avevano avviato un dialogo volto a rintracciare spazi in centro da destinare allo studio, anche tramite una cogestione. Ma, ad oggi, quel percorso appare fermo.
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