Trovato con un chilo di droga: studente 17enne va a processo

10 Febbraio 2026

Il giovane arrestato con l’hascisc nell’ambito della maxi inchiesta sul traffico con le chat criptate. Lo stupefacente era venduto anche in prossimità delle scuole teramane

TERAMO. Va a processo con il rito del giudizio immediato lo studente teramano di 17 anni trovato con un chilo di hascisc in casa. L’udienza è in programma a maggio davanti al tribunale per i minorenni dell’Aquila. La difesa del 17enne, rappresentata dall’avvocato Nello Di Sabatino, chiederà la messa alla prova. Il giovane attualmente è agli arresti domiciliari con il permesso di frequentare la scuola. L’indagine è uno stralcio dell’inchiesta della Procura per i minorenni che l’anno scorso ha fatto scattare sei arresti tra giovanissimi mettendo a nudo un sistema di spaccio codificato con tanto di chat criptate per gestire grossi quantitativi di droga sul mercato teramano (spesso davanti alla scuole) in un collaudato apparato che sembra proprio quello delle organizzazioni criminali.

Il tutto, ancora una volta, a suonare l’ennesimo allarme per un disagio giovanile che genera violenza individuale e di gruppo, che trova nei social uno dei canali preferenziali, che alimenta studi sociologici e fascicoli giudiziari. Dieci gli indagati, tutti tra i 17 e i 18 anni non ancora compiuti, che secondo l’accusa – tutta evidentemente ancora da dimostrare nei successivi passaggi – gestivano un maxi spaccio di droga «all’interno del circuito cittadino teramano e spesso in prossimità di istituti scolastici» si evidenzia in uno dei decreti di perquisizione.

E ancora, sempre come delineato nei primi atti: «Ciascuno degli indagati, pur se con modalità e intensità diverse, è dedito stabilmente a tale illecita attività fonte di rilevanti guadagni e di elevato allarme sociale, proprio in ragione della minore età di molti dei fruitori, nonché cessionari finali». Secondo una prima ricostruzione il gruppo manteneva i contatti, attraverso telefonini o tablet, su delle piattaforme caratterizzate da un particolare, cioè molto alto, livello di criptazione dei messaggi con il chiaro intento di evitare intercettazioni o altro. Proprio utilizzando questi sistemi si scambiavano informazioni sul traffico di considerevoli quantitativi di sostanza stupefacente – si parla di chili di hascisc – da far arrivare sul mercato teramano. 

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