Barriere, buche e sosta selvaggia: Teramo non è una città per tutti

foto di Giampiero Marcocci

9 Febbraio 2026

Tanti gli ostacoli per le persone con disabilità, per chi ha difficoltà motorie o conduce passeggini. Vincenzo Cipolloni da anni denuncia i problemi di accessibilità ai luoghi pubblici e nelle attività commerciali

TERAMO. Le barriere architettoniche sembrano essere invisibili ai più. Eppure, basta poco per accorgersi quanto siano presenti in ogni angolo della città. Teramo ha davanti a sé un percorso in salita su questo fronte, perché poco in questi anni è stato fatto per rendere strade, uffici e attività commerciali accessibili a tutti. Per chi come Vincenzo Cipolloni si muove su una sedia a rotelle, la battaglia è quotidiana. Gradini, gradoni, porte strette e scale. Ma anche buche, automobili e motorini parcheggiati in modo selvaggio a chiudere letteralmente gli accessi. E così per Vincenzo tutto diventa difficile: dal prendere un caffè in un bar all’entrare in uno degli uffici comunali di via Carducci; dal leggere un libro in biblioteca al comprare un medicinale in farmacia.

Deve scegliere attività commerciali che hanno pedane che gli consentono di entrare con la sua sedia a rotelle, e sono poche; deve farsi aiutare da qualcuno quando gli uffici sono inaccessibili; deve cambiare strada e inventare nuovi itinerari quando gli incivili lasciano l’auto a ridosso di uno scivolo o all’imbocco di una via. A ciò si aggiunge lo sguardo sempre vigile che deve avere sulla pavimentazione: buche e asfalto sconnesso possono essere trappole pericolose. E il centro storico è costellato di insidie. «Tutte queste difficoltà messe insieme le trovo solo a Teramo: dai negozi agli uffici pubblici sono troppe le barriere architettoniche. Frequento Giulianova e Montorio e lì non ho le stesse difficoltà della mia città», racconta Vincenzo.

Le criticità sono tante e molte concentrate nel centro storico di Teramo dove gli uffici comunali di via Carducci non sono accessibili alle persone con disabilità se non da un ingresso secondario e previo aiuto di operatori. Difficoltà analoghe ci sono per entrare alla biblioteca Delfico o negli uffici TeAm di via Delfico. Il traffico è un altro grande nemico quando mostra il suo lato selvaggio: è consuetudine, in città, vedere auto in sosta sui percorsi pedonali o sugli stalli riservati alla salita e discesa dei passeggeri degli autobus. A dover fare lo slalom tra mezzi in divieto di sosta, buche e marciapiedi senza scivoli, non è solo chi si muove su una sedia a rotella.

Perché l’inciviltà e le barriere valgono per tutti e per tutte e spesso si trovano anche lungo i principali corsi della città. Chi ha problemi di deambulazione, anziani e genitori con figli nei passeggini, deve fare i conti con ostacoli che spesso basterebbe davvero poco per rimuovere. Qualcuno in città l’ha fatto, collocando una semplice pedana all’ingresso del proprio bar, ma il quadro complessivo appare critico. Tanto che sono continue le denunce per danni al Comune di persone che cadono per colpa di buche e asfalti rotti, facendosi spesso anche molto male. Su questi temi Vincenzo non molla e continuerà a chiedere il rispetto della piena libertà di tutti i cittadini.

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