Uccisa in A14 dalla ruota di un Tir Una tragedia senza responsabili

9 Marzo 2021

Inchiesta archiviata. La Procura: «Il mezzo pesante era in regola, bulloni allentati forse da vandali» La vittima era un’avvocatessa di 31 anni incinta di tre mesi, la madre rimase gravemente ferita

TERAMO. A ricordare per sempre quel giorno resterà l’immagine di un uomo chino su un lenzuolo verde. Perché non può essere vero piangere la figlia che tra qualche mese ti avrebbe reso nonno uccisa dalla ruota persa da un Tir e diventata proiettile impazzito sull’A14 affollata di macchine nei giorni post Ferragosto del 2017. Ma le tragedie con il tempo possono solo diventare più dolorose, soprattutto quando a scandirle sono gli atti giudiziari. Un decreto d’archiviazione ha sancito che per la morte di Gloria Duranti, avvocatessa di 31 anni di Brescia in attesa del suo primo figlio, non ci sono responsabili. Almeno non identificabili e perseguibili penalmente visto che, secondo la Procura, lo sbullonamento che provocò il distacco della ruota fu probabilmente opera di teppisti che agirono di notte nel momento in cui il mezzo era parcheggiato. Questo dopo che una consulenza tecnica ha escluso qualsiasi carenza di manutenzione o altro sul Tir nell’ambito dell’inchiesta in cui l’autista e il rappresentante legale dell’azienda di trasporto erano indagati per omicidio stradali e lesioni colpose.
Il decreto d’archiviazione firmato dal gip è arrivato dopo la richiesta avanzata dalla stessa Procura teramana per cui «appare plausibile la riconducibilità dell’evento all’azione altrui». Intendendo per azione altrui un atto vandalico avvenuto ai danni del camion. Così, infatti, si legge a questo proposito nella richiesta di archiviazione firmata dal pm Silvia Scamurra: «È proprio da un punto di vista tecnico, tuttavia, che sono emersi dubbi difficilmente superabili in ordine alla causa del disarcionamento della ruota che inducono a valorizzare la tesi difensiva di un verosimile atto vandalico-predatorio ai danni dell’autoarticolato (con ogni probabilità verificatosi nel momento della sosta notturna presso un’area di servizio) in quanto appare logicamente inspiegabile e al tempo difficilmente attribuire a carenze manutentive il contestuale sbullonamento di ben 8 dadi della sola ruota poi distaccatasi e la conseguente rottura per fatica dei due bulloni residuati, non essendosi ravvisate criticità nell’assetto di tutte le altre ruote. Ove si consideri l’adeguato serraggio di tutte le altre ruote e l’eccezionalità del contestuale svitamento di bulloni di un’unica ruota appare plausibile la riconducibilità dell’evento all’azione dolosa altrui, più che al caso fortuito». L’incidente avvenne il 17 agosto di quattro anni fa sulla corsia sud dell’autostrada A14, nel territorio di Tortoreto. La ragazza viaggiava davanti accanto al padre che guidava la Mercedes a bordo della quale, con il marito e la mamma, stavano raggiungendo la Puglia per trascorrere un periodo di vacanza. La gomma persa dal Tir che transitava sulla corsia nord, dopo aver scavalcato il new jersey centrale, sfondò il tettuccio della vettura colpendo la ragazza e la madre che erano nella parte destra dell’auto. La giovane donna incinta di tre mesi morì sul colpo, la madre rimase gravemente ferita e i due uomini illesi. Solo nel fisico.
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