Ufficio turistico chiuso, è guerra tra i due privati per la gestione

È saltato l’accordo tra la cooperativa Labor e Roseto Incoming, sciolta l’associazione temporanea La conduzione dello Iat torna nelle mani del Comune ma su questo si annuncia una battaglia legale
ROSETO. È iniziato il mese di giugno ma l'ufficio Iat, informazione e accoglienza turistica, di piazza della Libertà, da oltre una settimana, è chiuso. L’Ats, associazione temporanea di scopo, formata dalla cooperativa Labor, che è capofila, e da Roseto Incoming, avrebbe dovuto gestire lo Iat fino al 16 aprile 2023, ma negli ultimi mesi il rapporto tra Labor e Roseto Incoming si è incrinato, e così la Labor ha inviato una Pec al Comune, il 2 maggio, per comunicare lo scioglimento dell'Ats e l'impossibilità a continuare la gestione dello Iat per la stagione estiva.
«In seguito alla Pec ricevuta dalla cooperativa Labor», dice l’assessore al turismo, Lorena Mastrilli, «abbiamo ripreso come Comune la gestione dello Iat. Stiamo formando il personale che lavorerà poi nell’ufficio in piazza della Libertà, sperando di riuscire a riaprirlo a metà giugno. Abbiamo deciso di non fare un nuovo bando perché sarebbero passati diversi mesi e l’estate è ormai iniziata. Non riapriremo però il punto al lido La Lucciola».
Giuseppe Olivieri,il presidente di Roseto Incoming (l’altro socio dell’Ats), dopo aver parlato con i suoi avvocati, afferma che «l’Ats non può essere sciolta tramite una Pec e che è necessario un atto formale. Il Comune, inoltre, non può riprendersi così la gestione, e per questo nei prossimi giorni agirò per vie legali». Eppure lo scorso anno, a giugno, ci fu una solenne inaugurazione dell’ufficio con i rappresentanti della cooperativa Labor e di Roseto Incoming fianco a fianco e durante la scorsa estate è filato tutto liscio.
All’inizio la cooperativa Labor e Roseto Incoming, con un accordo verbale, si sono impegnati a garantire il personale per la gestione dell’ufficio (Labor) mentre Roseto Incoming provvedeva per le spese di gestione. «Secondo l’articolo 4 dell’atto costitutivo dell’Ats», precisa Massimo Marini, presidente della Labor, «entrambi i soci devono garantire la presenza del personale. A dicembre, durante le festività, avremmo avuto bisogno di più personale data la necessità di aprire l’ufficio anche sabato e domenica, e così abbiamo richiesto a Roseto Incoming due persone in alcuni giorni, ma non ci hanno risposto. Il 10 febbraio, in vista dei grandi eventi di marzo, abbiamo riproposto a Roseto Incoming la richiesta di due addetti e la metà delle spese, pari a 510 euro, per la pulizia e la sanificazione». Lunedì 28 febbraio, due settimane dopo, Roseto Incoming risponde precisando che «l’ufficio era stato gestito in via esclusiva dalla cooperativa Labor, che è capofila, ed è stato impedito alla nostra associazione di poter accedere ai locali. Inoltre abbiamo contribuito con 11mila euro per l’ammodernamento». Il 23 marzo la Labor risponde che «non è stato mai impedito a Roseto Incoming di accedere ai locali, e restiamo a disposizione. Inoltre non riusciamo più a garantire senza la vostra collaborazione l’apertura dei locali». «A questa mail», dice Marini, «Roseto Incoming non ha risposto, così abbiamo mandato la Pec al Comune».
Olivieri, però, ha un’altra versione. «Non si capisce il perché ma da quando è cambiata l’amministrazione il comportamento della Labor nei confronti di Roseto Incoming è cambiato», dice Olivieri, «ci hanno comunicato verbalmente che non se la sentivano più di portare avanti come capofila la gestione dello Iat come da accordi scritti e non. Noi nel caso eravamo disposti a fare da capofila, quindi a occuparci anche del personale addetto, ma non hanno voluto».
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