Vaccini, campagna al capolinea: quasi ferma l’attività nei centri

27 Febbraio 2022

Ormai si viaggia sulle 3-400 dosi al giorno, la Asl taglia giorni e orari per recuperare personale L’arrivo di Novavax potrebbe però convincere una parte dello “zoccolo duro” dei non immunizzati

TERAMO. Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. La campagna vaccinale contro il Covid-19, in provincia di Teramo, sembra essere giunta al capolinea. Lo dicono i numeri dei report ufficiali della Regione: venerdì nel territorio della Asl teramana sono state inoculate 423 dosi, il 75% in meno dell’obiettivo di giornata che era fissato a quota 1.604. Le prime dosi sono state 20, le seconde 148, le terze 255.
LA GRANDE FRENATA
«Ormai siamo sulle 3-400 dosi al giorno», dice il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «e per questo stiamo riducendo il personale dedicato ai vaccini, oltre che orari e giorni di apertura dei vari centri vaccinali escluso l’hub di Teramo. Nel complesso la campagna vaccinale in provincia è andata bene, ma da qualche settimana ha esaurito il suo slancio». A risentirne sono in particolare le terze dosi. Sempre analizzando i dati regionali, si nota che in provincia di Teramo la copertura vaccinale della popolazione è sopra la media regionale per le prime dosi (86,12% contro 85,89% in Abruzzo) e anche per le seconde (81,57% contro 80,96%), ma è abbastanza nettamente sotto per le terze dosi (59,38% contro una media regionale del 62,55%). «È subentrata una certa sfiducia», sostiene Di Giosia, «perché durante la quarta ondata si è visto che anche i vaccinati diventano positivi. È uno dei danni che ha fatto la variante Omicron oltre a quello di riempirci gli ospedali. Oggi (ieri, ndr) abbiamo ancora 85 ricoverati, compresi quelli in via di guarigione nella Rsa di Bellocchio».
L’INCOGNITA NOVAVAX
C’è una novità, però, che potrebbe ridare vigore alla campagna: e cioè l’arrivo del Novavax, il vaccino a base di proteine. Da domani nell’hub di Teramo comincerà, con accesso libero, la somministrazione delle 5.200 dosi assegnate alla Asl teramana. A giorni sarà allestito un nuovo calendario, poi Novavax sarà presente anche in altri centri vaccinali. «Questo vaccino è solo per chi deve fare la prima dose», avverte Maurizio Brucchi, coordinatore regionale della campagna di vaccinazione, «e avendo un principio diverso dagli altri potrebbe attirare parte di coloro che finora non si sono vaccinati e spingerli a immunizzarsi. Vedremo quanto residuerà dello zoccolo duro dei no vax, che in Abruzzo sono tanti: secondo uno studio, la nostra è la terza regione in Italia per presenza dei contrari alla vaccinazione». Di Giosia, al riguardo, non è troppo fiducioso: «Il mondo no vax, per come lo conosco io, è ostile a qualsiasi tipo di vaccino. Vedremo».
FRAGILI E BAMBINI
Dal 1° marzo comincerà anche la somministrazione della quarta dose per le categorie fragili. Sono 20mila in Abruzzo, in provincia oltre 4mila. Quanto ai bambini fino ai 15 anni, in provincia il 42,49% ha fatto la prima dose, il 34,01% la seconda e il 6,47% la terza. Sono percentuali appena sotto la media regionale «e comunque in linea con la media nazionale», dice Brucchi.
CONTAGI STABILI
La settimana che si chiude oggi ha visto stabilizzarsi, nel Teramano, i numeri relativi ai nuovi contagi, che erano in nettissimo calo da qualche settimana: da lunedì scorso a ieri sono stati 2.271, numero che segna un calo molto lieve rispetto ai 2.333 della settimana passata. I vertici della Asl, però, escludono un “ritorno di fiamma” simile a quello che ci fu l’anno scorso dopo la seconda ondata.
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