Vertenza Rolli, in vista altri due giorni di sciopero

17 Giugno 2014

Roseto, i sindacati invitano l’azienda a revocare il piano che modifica il contratto altrimenti scatterà una nuova mobilitazione dei dipendenti della fabbrica

ROSETO. Altri scioperi alla Rolli se l’azienda non ritirerà il suo piano di modificare il contratto dei lavoratori. Lo fanno sapere la Rsu e i rappresentanti sindacali (Corrado Peracchia per la Flai Cgil e Franco Pescara della Fai Cisl) che intanto «esprimono piena soddisfazione», si legge in un loro comunicato congiunto, «e ringraziano tutti i lavoratori per il contributo e la partecipazione alle iniziative sindacali e in particolare per l’adesione alla giornata di sciopero del 12 giugno e la manifestazione autogestita di domenica 15 giugno, che hanno avuto un successo e una risonanza rilevante».

Intanto alcuni dei dipendenti a tempo indeterminato, i cosiddetti ‘fissi’, tengono a precisare che nel corteo di domenica erano presenti anche loro a fianco dei colleghi stagionali, così come gli impiegati e alcuni ex lavoratori della Rolli ormai in pensione. Questo per ribadire l’unità e la compattezza di tutti i dipendenti, sia fissi che stagionali, contro la decisione della Rolli di cambiare il contratto di lavoro. In pratica, a partire dal 1°luglio, l’azienda intende applicare il contratto del settore agricolo e non più quello di categoria per chi lavora nel settore dell’industria alimentare. Una vera e propria mazzata soprattutto per gli oltre 600 addetti stagionali, per i quali il passaggio da un contratto “industriale” a uno “agricolo” significherebbe rinunciare a una significativa percentuale di salario mensile e a numerose tutele. Gli stessi sindacati ribadiscono la «netta contrarietà», prosegue la nota, «al passaggio in agricoltura previsto per il 1° luglio , secondo il progetto aziendale, sostituendo il Ccnl industria alimentare con i contratti degli operai agricoli e florovivaisti e degli impiegati agricoli». Per questo motivo le forze sindacali invitano i vertici della Rolli a ritirare la procedura avviata, in caso contrario «saranno attuate ulteriori iniziative di lotta con la proclamazione dello sciopero da attuarsi il 19 e 20 giugno». Contemporaneamente i sindacati interesseranno gli uffici competenti del ministero del Lavoro e dell’Inps «affinché siano effettuate le verifiche del caso», prosegue la nota, «alla luce anche degli innumerevoli pronunciamenti della giurisprudenza corrente in materia, che evidenziano una casistica di incoerenze interpretative e applicative della disciplina vigente». Dunque, i sindacati seguiranno come prima azione, oltre agli scioperi, la verifica legale dell’operazione annunciata dall’azienda. «È bene che tutti sappiano», è la posizione della Filta Cgil nazionale, «che una operazione di trasformazione di un modello industriale per sostituirlo con uno agricolo anomalo, non passerà mai: siamo solo agli inizi dell’iniziativa sindacale che sempre più sarà intensificata».

Federico Centola

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