Viale Crispi, critiche alle corsie ciclabili: «I bus le invadono»

15 Gennaio 2023

“Area Biancorossa”: «Così la carreggiata è troppo stretta» Replica la Fiab: «La norma prevede veicoli e bici insieme»

TERAMO. Le corsie pedonali e ciclabili disegnate negli ultimi giorni dagli operai comunali sull’asfalto di viale Crispi hanno scatenato il popolo dei social e ispirato l’intervento polemico di Siriano Cordoni, coordinatore del movimento “Area Biancorossa” che punta a partecipare alle prossime elezioni comunali. «Credo», scrive Cordoni in una nota, «che l’amministrazione stia perdendo il senso della misura. Pur di far vedere che si fanno le piste ciclabili e pedonali queste si costruiscono nei modi e negli spazi più impensabili. L'importante è poter dire: "Teramo ha le piste ciclopedonali. Teramo è una città a misura d'uomo". Poi che le piste ciclabili e i percorsi pedonali siano a due centimetri dagli scarichi degli autobus, che i camion non abbiano lo spazio necessario e si vedano costretti a invadere le piste, non ha importanza. Personalmente ho un'altra concezione di tutela della salute. L'attività fisica va fatta in sicurezza. In ambiente salubre. Non in mezzo allo smog, con il rischio di essere investiti alla minima distrazione. Non si risolve il problema dei trasporti con soluzioni puerili. Basta vedere le ultime piste disegnate lungo viale Crispi. Hanno disegnato delle carreggiate della larghezza minima di circa due metri e venti comprese le strisce a terra. Il codice della strada prevede una larghezza di minimo due metri e 80. È sufficiente guardare la foto allegata. Le ruote dell’autobus a malapena entrano nello spazio disegnato a terra. Se si incrociano due autobus, uno “deve” invadere la pista ciclabile per evitare che gli specchietti retrovisori degli autobus si urtino vicendevolmente. Ed è semplicistico rispondere che le carreggiate sono “condivise” e che quindi possono essere utilizzate vicendevolmente. Una volta che ci scappa il morto voglio vedere chi racconta al povero cristo che stava percorrendo una pista “condivisa”!».
La risposta arriva dalla Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta, che scrive in una nota: «Pensavamo di non dover tornare più sull'argomento ma purtroppo, forse anche complice l'imminente campagna elettorale, tornano le polemiche sulle "corsie ciclabili", impropriamente confuse con le "piste ciclabili" o addirittura, con le "piste ciclopedonali". E dispiace leggere tali inesattezze da parte di chi, con i comitati di quartiere, aveva perorato una diversa mobilità proponendo percorsi ciclabili per la zona della stazione. Tale zona è, purtroppo, oltremodo oppressa dal traffico automobilistico privato, con parcheggio selvaggio, ingorghi stradali, inquinamento acustico e dell’aria e forte rischio di incidentalità per tutta l’utenza debole delle strade, pedoni in primis. L’introduzione nel codice della strada delle corsie ciclabili vuole rendere le strade più fruibili e sicure a pedoni e ciclisti riducendo la velocità delle automobili. Vale la pena ricordare che, per il codice della strada e per il Piano generale della mobilità ciclistica, la corsia ciclabile è parte dell’ordinaria corsia veicolare, con destinazione alla circolazione dei velocipedi e non riduce la carreggiata ma è parte di essa, e quindi può essere impegnata anche dai mezzi motorizzati. La corsia ciclabile serve principalmente a ricordare agli automobilisti che esistono anche i ciclisti, che hanno lo stesso diritto ad usare la strada».(d.v.)