West Nile, a Teramo primo caso abruzzese

19 Agosto 2026

Si tratta di un 85enne ricoverato nel reparto di Malattie infettive del Mazzini. Via ai controlli nei luoghi che ha frequentato

TERAMO. Era stato individuato nelle zanzare a fine luglio nei territori di Pineto e Mosciano, ora il virus West Nile è stato diagnosticato anche nell’uomo. È il primo caso di contagio umano in Abruzzo: si tratta di un teramano di 85 anni che si è recato al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini con febbre e dolori osteoarticolari. Nel pomeriggio di ieri, gli esami del sangue hanno confermato l’infezione. L’anziano, ricoverato nel reparto di Malattie infettive diretto da Antonella D’Alonzo, è in buone condizioni e la sintomatologia si sta risolvendo. La Asl ha subito attivato il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp), avviando l’indagine epidemiologica prevista dal Piano operativo regionale per la prevenzione, sorveglianza e controllo delle arbovirosi.

L’obiettivo dell’azienda sanitaria è ricostruire i luoghi frequentati dal paziente e individuare il possibile luogo di esposizione al vettore. Sulla base dei risultati, saranno concordate le ulteriori misure, comprese le eventuali disinfestazioni sui territori. La situazione è monitorata dal Dipartimento di prevenzione della Asl, diretto da Mario Di Domenicantonio, attraverso una rete che coinvolge anche il Servizio veterinario di sanità animale, sotto la guida di Andrea Di Provvido. I controlli comprendono l’esame delle carcasse di uccelli selvatici, il controllo delle specie sensibili, la sorveglianza entomologica e i controlli sugli equidi, soprattutto in presenza di sintomatologia neurologica. La ricerca del virus nelle zanzare viene effettuata nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo.

La Asl raccomanda di utilizzare repellenti cutanei, preferire nelle ore serali e notturne abiti chiari e a maniche lunghe, usare zanzariere alle finestre e alle porte ed evitare ristagni d’acqua in sottovasi, secchi e contenitori e rivolgersi al medico in caso di febbre elevata e cefalea intensa associate a sintomi neurologici. La Asl ha inoltre predisposto, d’intesa con la Regione, un protocollo per la gestione ospedaliera degli eventuali casi e un gruppo di lavoro dedicato. Rassicurazioni per i cittadini arrivano dal direttore del Siesp Maurizio Belfiglio: «la presenza del virus West Nile nelle zanzare non significa automaticamente che vi siano persone malate. Nell’uomo circa l’80% delle infezioni decorre in forma asintomatica, mentre circa il 20% può sviluppare una sindrome simil-influenzale. In meno dell’1% dei casi, soprattutto negli anziani, negli immunodepressi e nelle persone con patologie croniche, l’infezione può evolvere verso forme neuro-invasive più gravi», conclude. Il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia conferma l’attivazione di tutte le attività di sorveglianza.

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