Yacht affondato, il recupero sarà completato in settimana

22 Luglio 2015

La ditta Mari Ter utilizzerà due pontoni per riportare in superficie il relitto parzialmente incagliato Interrogati di nuovo l’armatore russo e lo skipper inglese, oggi saranno sentiti anche gli ospiti

TORTORETO. Ieri è stato rimesso alle autorità marittime il piano di recupero della Mari Ter di Ortona, l’impresa che si occuperà di ripescare dal fondale il Larissa, lo yacht battente bandiera maltese che si è inabissato sabato pomeriggio al largo di Tortoreto dopo essere stato divorato da un incendio scoppiato nel vano motore della lussuosa imbarcazione. L’opzione che quasi certamente verrà preferita per il recupero sarà quella del doppio pontone. La Mari Ter invierà due unità galleggianti con tecnici sub che procederanno ad imbracare e sollevare il relitto che si trova parzialmente incagliato a circa sette metri di profondità. Gli unici punti di aggancio, infatti, si trovano nella zona della poppa tra l’elica ed il timone e a prua nel punto in cui c’è l’altra elica. Si procederà al sollevamento controllato durante il quale sarà effettuato il pompaggio di acqua per alleggerire il peso ed evitare contaminazioni in mare. Il relitto verrà trasferito nel porto di Giulianova, nell’area cantiere, dove inizierà lo svolgimento delle perizie tecniche necessarie per l’accertamento delle cause del rog, dopo la nomina di un custode giudiziario.

Ieri, intanto, la motovedetta della guardia costiera ha effettuato un nuovo sopralluogo nel punto di inabissamento del Larissa per verificare l’eventuale presenza di macchie oleose. È risultato tutto nella norma, per questo la guardia costiera ritiene che non ci sia più gasolio stivato nel serbatoio che sarebbe andato bruciato durante l’incendio. Il relitto, come prevede il comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Giulianova Sandro Pezzuto, dovrebbe venire rimosso entro la settimana. Nel frattempo, lunedì sera, l’armatore del Larissa, di nazionalità russa, è stato ascoltato a sommarie informazioni dal tenente di vascello Pezzuto, incaricato delle indagini dal sostituto procuratore Andrea De Feis. Con l’ausilio di un interprete, l’uomo ha fornito la propria versione dei fatti, ha raccontato che il gruppo di otto persone era partito da Ancona diretto a Pescara ed altri particolari coperti dal segreto istruttorio.

Sarà nuovamente ascoltato anche lo skipper, di nazionalità inglese, che negli attimi successivi all’incidente in mare aperto, aveva raccontato di aver visto fumo e fiamme provenire dal vano motore. Infine, prima di ripartire per la Russia, saranno ascoltati come testimoni gli altri partecipanti alla gita in barca (tra cui due minorenni) tutti russi e con doppio passaporto, salvati grazie all’intervento di un gommone del vicino stabilimento Antares e che si trovano ancora all’hotel Palace di Tortoreto. Tutti hanno espresso il desiderio di lasciare Tortoreto e di tornare quanto prima in patria.

Alex De Palo

©RIPRODUZIONE RISERVATA