Zooprofilattico, D’Alfonso insiste per Mattioli

Ancora nulla di fatto per la direzione dell’Izs, si attende l’ok del ministero Di Pasquale: «Nessun rischio commissariamento perchè c’è già il nuovo Cda»
TERAMO. Il governatore Luciano D’Alfonso, fortemente motivato a sostenere la candidatura di Mauro Mattioli alla direzione dell’Izs di Teramo, mercoledì scorso aveva dichiarato che la nomina era questione di un paio di giorni. Il tempo di “sentire” il ministero, cioè informarlo, della decisione presa congiuntamente dalle Regioni Abruzzo e Molise.
Eppure la nomina non è arrivata e questo, alla luce del fatto che il commissario dell’Agenas non ha firmato i verbali dei quattro candidati idonei (Antonio Petrini, Mauro Mattioli, Rossella Lelli e Alberto Mancuso), fa temere che il ministero sia determinato a procedere con il commissariamento. E lo ha minacciato in una lettera indirizzata alla Regione e al presidente del Cda Manola Di Pasquale. Per la Di Pasquale questo pericolo non sussiste e lo ha spiegato con le stesse motivazioni rese nelle controdeduzioni presentate al ministero. «Un nuovo commissario avrebbe solo poteri sostitutivi, fino a che non verrà nominato il direttore generale perché l’iter è avviato», ha precisato la Di Pasquale, «tuttavia è un rischio che non si pone poiché si è già insediato un nuovo Cda e l’istruttoria è partita. Il governatore ha informato il ministero, è solo in attesa di un colloquio per condividerne la scelta consapevole dell’importanza che rivestono i suoi finanziamenti visto che ha inserito l’Izs anche tra le priorità del Masterplan». Eppure al di là del ministero, sembra che accettare Mattioli sia difficile anche all’interno dello stesso istituto, come si è reso evidente nei giorni scorsi da un comunicato diffuso da Santino Prosperi, ex presidente del Cda e aspirante candidato alla direzione escluso dall’elenco degli idonei. Prosperi ha sollevato dubbi sul possesso di requisiti del direttore e sulla rigidità dei criteri che in base al bando ne discriminavano le idoneità. Secondo Prosperi per aspirare all’idoneità bisognava avere una comprovata esperienza nel settore della sanità pubblica veterinaria (Spv) e della sicurezza alimentare, requisito che l’ex presidente del Cda ritiene di possedere a differenza di Mattioli. Tuttavia il discrimine è nella rigidità interpretativa delle commissioni valutatrici visto che Stefano Cinotti, direttore generale dell’Izs di Brescia tra i più prestigiosi d’Italia, ha un percorso professionale di stampo universitario come Mattioli ma è stato confermato di recente per altri 4 anni, dopo un precedente mandato di 8 anni. Intanto su un fronte parallelo anche Manola Di Pasquale punta le armi in difesa del ricorso al Tar del sindacato Federazione veterinari e medici che ritiene non abbia i requisiti per essere alla guida del Cda. «E’ una ricorso che non ha le gambe per camminare» commenta la Di Pasquale che si riserva di spiegarne i motivi in una lettera che verrà indirizzata oggi a Regione e ministero.
Marianna De Troia
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