Zooprofilattico, no all’accesso agli atti per Di Giulio
Nuovi sviluppi sulla querelle per la nomina del componente dellla Regione nel Cda dello istituto zooprofilattico, che vede contrapposti il veterinario Pietro Enzo Di Giulio e l’avvocato Davide...
Nuovi sviluppi sulla querelle per la nomina del componente dellla Regione nel Cda dello istituto zooprofilattico, che vede contrapposti il veterinario Pietro Enzo Di Giulio e l’avvocato Davide Calcedonio Di Giacinto. Di Giulio aveva presentato a fine dicembre una richiesta di accesso agli atti alla Regione per avere la domanda, il curriculum di Di Giacinto e i risultati dell’istruttoria.
«Ho ricevuto una nota in cui un dirigente regionale ha espresso il diniego al rilascio della copia degli atti adducendo che non fossi portatore d'interesse», dichiara Di Giulio, «ritengo che questo atteggiamento denoti una mancanza di trasparenza soprattutto di fronte a un procedimento di valutazione titoli messo in discussione pubblicamente da più soggetti ed anche dagli Ordini professionali veterinari e dai sindacati veterinari, il che induce a ritenere ci sia una riserva alla trasparenza per ragioni che non mi sono note e tuttavia poco rassicuranti. Credo che la missiva del dirigente regionale in definitiva esprime la volontà di dilazionare l'esercizio di un mio diritto sacrosanto.
Non intendo recedere dal mio diritto alla trasparenza, e pertanto procederò comunque per soddisfare tale bisogno informativo come candidato a componente il Cda e titolare quindi di un interesse giuridicamente rilevante, diretto, concreto e attuale. Ho già provveduto ad inviare un sollecito alla richiesta di accesso agli atti alla Regione».
«Ho ricevuto una nota in cui un dirigente regionale ha espresso il diniego al rilascio della copia degli atti adducendo che non fossi portatore d'interesse», dichiara Di Giulio, «ritengo che questo atteggiamento denoti una mancanza di trasparenza soprattutto di fronte a un procedimento di valutazione titoli messo in discussione pubblicamente da più soggetti ed anche dagli Ordini professionali veterinari e dai sindacati veterinari, il che induce a ritenere ci sia una riserva alla trasparenza per ragioni che non mi sono note e tuttavia poco rassicuranti. Credo che la missiva del dirigente regionale in definitiva esprime la volontà di dilazionare l'esercizio di un mio diritto sacrosanto.
Non intendo recedere dal mio diritto alla trasparenza, e pertanto procederò comunque per soddisfare tale bisogno informativo come candidato a componente il Cda e titolare quindi di un interesse giuridicamente rilevante, diretto, concreto e attuale. Ho già provveduto ad inviare un sollecito alla richiesta di accesso agli atti alla Regione».

