È partito il toto manager La carica dei 14 candidati

Oltre a Fagnano che scade a fine mese e potrebbe essere riconfermato ci sono 12 teramani che possono ambire alla poltrona. L’outsider è Muraglia
TERAMO. Meno sedici. Fra sedici giorni, cioè il 2 ottobre, la Asl di Teramo potrebbe avere un nuovo direttore generale. O potrebbe continuare l’era Fagnano, l’avvocato molisano nominato dalla giunta regionale nel settembre del 2014. Allo stato attuale non trapela nulla, circa l’orientamento del governatore Luciano D’Alfonso e dell’assessore alla sanità Silvio Paolucci. Ma ormai il tempo stringe e si suppone che una decisione venga presa entro la prossima settimana.
Gli ultimi rumors vorrebbero Roberto Fagnano favorito rispetto alla nomina di un nuovo manager. Il discrimine può essere il progetto per la costruzione dell’ospedale nuovo, su cui il direttore generale attuale si è speso molto: la nomina di un manager che non ha seguito la questione potrebbe portare dei rallentamenti.
Ma qualora la giunta regionale decida di voltare pagina, la scelta, visto che l’albo nazionale dei direttori generali delle Asl ancora non è operativo, dovrà cadere fra coloro che sono compresi nell’“elenco dei candidati idonei alla nomina di direttore generale delle aziende Usl della Regione Abruzzo”, adottato con una delibera di giunta il 13 aprile 2017.Volendo fare una scrematura fra i 130 candidati, si potrebbe ragionale sulla cosiddetta territorialità. Da tempo i teramani chiedono un direttore generale teramano per la propria Asl.
I teramani, di nascita o acquisiti, che potrebbero essere nominati sono 14. Ma alcuni sono da escludere. Sarebbe da escludere Lucio Ambrosi, dirigente della Asl, condannato a 4 mesi in primo grado in un processo per l’utilizzo dell’auto blu: secondo la legge Severino non può essere nominato. Da escludere anche Gabriella Palmeri, l’ex direttore sanitario del Mazzini, andata in pensione a gennaio. Scorrendo l’elenco c’è l’ex direttore generale Sabatino Casini, che ora fa l’imprenditore ma che segue con attenzione le vicende della sanità. Segue Giancarlo Cecchini, ex dirigente Asl, nel 2013 nominato direttore amministrativo dello Zooprofilattico che quindi potrebbe non essere interessato alla nomina. Poi c’è Claudio D’Amario, ora sub commissario in Campania, che vorrebbe rientrare in Abruzzo. D’Amario è dipendente della Asl di Teramo in aspettativa da anni: è stato a lungo direttore generale della Asl di Pescara, nominato dal centrodestra. Sarebbe dirigente del laboratorio analisi. Nell’atto aziendale ne è previsto solo uno per tutta la Asl, ma ci sono due dirigenti, D’Amario e l’attuale primario Franco Di Gaetano. E’ probabile che quest’ultimo resti al suo posto e che D’Amario venga nominato a capo del Vap, il servizio ispettivo e controlli.
Scorrendo l’elenco si legge il nome di Vincenzo Di Egidio, primario della radiologia al Mazzini e Gabriele Di Felice Ardente, ex amministratore straordinario della Asl che gestisce un importante studio di ingegneria. A seguire Maurizio Di Giosia, attuale direttore amministrativo Asl, ritenuto uno dei candidati più quotati, se la giunta deciderà di cambiare. Seguono altri due medici della Asl, il primario di pediatria Mario Di Pietro e Vincenzo Di Serafino. C’è poi Antonio Forlini, presidente del Ruzzo, che probabilmente non è interessato a lasciare l’attuale incarico. Subito dopo ci sono il primario del centro trasfusionale, Gabriella Lucidi Pressanti e Antonello Maraldo, dirigente Inail, ora direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera universitaria di Ancona, uno dei candidati più quotati nella tornata in cui fu nominato Fagnano. Infine c’è Franco Santarelli, dirigente amministrativo Asl. Fuori quota, Angelo Muraglia:non è teramano ma è stato per qualche ora direttore sanitario della Asl di Teramo. E’ capo dipartimento Salute e Welfare in Regione: scade a dicembre e ci potrebbe essere un rimescolamento di poltrone.
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