Abruzzo, il piano della sanità sotto esame: il governo Meloni dà gli ordini

1 Febbraio 2026

Manovra contro il deficit: da domani il Programma operativo al vaglio dei ministeri della Salute e dell’Economia

PESCARA. È un libro lungo centinaia di pagine che raccontano i prossimi tre anni della sanità abruzzese: relazioni, numeri, proiezioni, schede e tabelle. Questo è il Programma operativo 2026-2028 approvato dalla giunta Marsilio che, da domani, sarà sotto l’esame del governo Meloni: per le prossime due settimane, i funzionari dei ministeri della Salute e dell’Economia passeranno al setaccio ogni riga del piano della Regione Abruzzo che prevede l’uscita dal disavanzo in tre anni. Se il deficit del 2024 è stato di 92 milioni di euro con una proiezione a 98 milioni per il 2025 – tanto che il centrodestra di governo ha deciso di aumentare l’Irpef, almeno per il 2026 e per il 2027, a partire dalla busta paga di gennaio con l’obiettivo di incassare 80 milioni in più –, il piano dei costi e degli investimenti mandato a Roma dice che qualcosa dovrebbe cambiare: «L’obiettivo», spiega l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, «è una costante riduzione del disavanzo, che dai 61 milioni stimati per il 2026, scenderà a 40 nel 2027 per azzerarsi nel 2028».

IL POTERE DEL GOVERNO

È la sfida più difficile: arginare la deriva dei conti. E su questo, secondo l’impostazione dell’emendamento Salva Abruzzo approvato in Parlamento con la legge di bilancio, si concentrerà l’azione dei due ministeri, amici sì ma fino a un certo punto: fino al 15 febbraio, il braccio operativo dei ministri Orazio Schillaci e Giancarlo Giorgetti avrà il potere di dettare «prescrizioni vincolanti» all’amministrazione Marsilio che dovranno essere «tassativamente recepite» entro i 10 giorni successivi. Significa che il destino della sanità abruzzese si scriverà entro il 25 febbraio. L’obiettivo del Salva Abruzzo, con la regia del senatore Guido Liris di Fratelli d’Italia, è spalmare su tre anni i conti in rosso degli ospedali nostrani recuperando qualche milione da reinvestire, cioè la differenza tra l’accantonamento previsto per il 2026 (che, per le norme vigenti, corrisponde al disavanzo più alto registrato nell’ultimo triennio) e l’entità attuale del deficit.

SOLDI AL PERSONALE

Il personale è una delle voci più pesanti della sanità abruzzese. «Nessuna riduzione della spesa del personale», queste la promessa di Verì e del direttore del dipartimento Sanità Camillo Odio durante un vertice con i sindacati. Ma una stretta ci sarà: «Confermata, come già nel precedente programma approvato lo scorso luglio, una rimodulazione delle assunzioni di personale amministrativo, interinale e del ricorso alle consulenze esterne», spiega Verì. Secondo il piano del centrodestra, «complessivamente, l’aumento della spesa per il personale si attesterà a 28 milioni di euro».

LA VOCE DEI SINDACATI

Su questo, i sindacati si schierano: «È importante che la razionalizzazione del personale amministrativo delle Asl, richiamata dall’assessore, non si tramuti in una perdita di efficienza gestionale amministrativa delle aziende stesse o a un utilizzo improprio dei professionisti sanitari per ricoprire vacanze in organico», dicono il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise Carmine Ranieri, la segretaria Fp Cgil Medici Maria Piccone e il segretario Fp Cgil Luca Fusari. «Nel Programma illustrato», commentano Giovanni Notaro, segretario generale Cisl Abruzzo Molise, Vincenzo Traniello (Cisl Fnp), Vincenzo Mennucci (Cisl Fp) e Carlo Capparuccia (Cisl medici), «sono stati richiamati diversi elementi di rilievo, a partire dallo stanziamento di 166 milioni di euro destinati ai processi di internalizzazione e stabilizzazione del personale, considerati un passaggio strategico per rafforzare il servizio sanitario pubblico».

SALARIO ACCESSORIO

Dopo le polemiche e il possibile stato di agitazione del persone per la cancellazione del salario accessorio per il 2024 e il 2025 con un taglio da 25 milioni di euro all’indennità extra per medici, infermieri, operatori socio sanitari e tecnici, il Programma operativo prevede, dal 2026 al 2028, «lo stanziamento di circa 21 milioni di euro per ogni annualità da destinare al salario accessorio del personale sanitario (decreto Calabria)». «È positiva la previsione del ripristino del fondo del salario accessorio a seguito della mobilitazione effettuata da Cgil e Uil», dice la Cgil, «ma si coglie l’invito alla prudenza dell’assessore Verì, ovvero di aspettare l’approvazione del Programma operativo da parte della giunta regionale prima e del tavolo di monitoraggio nazionale poi, affinché tali somme siano effettivamente esigibili».

FARMACI E MOBILITA PASSIVA

La spesa farmaceutica e la mobilità passiva sono due punti critici per l’Abruzzo: «Benefici notevoli deriveranno dalla spesa farmaceutica e dall’acquisto di beni e servizi. Non si agirà naturalmente sulla riduzione delle forniture», dice Verì, «ma il massiccio ricorso alle gare centralizzate e all’utilizzo di farmaci generici e biosimilari consentirà un consistente taglio dei costi. Si stima che le due voci, tra il 2026 e il 2028, genereranno minori costi per oltre 75 milioni di euro». Sulla mobilità passiva, la Regione conta di abbattere la spesa con gli accordi di confine già sottoscritti con Lombardia, Umbria, Molise e Lazio. «Interventi mirati alla gestione dei flussi di pazienti tra strutture e territori», dice la Cisl. «Gli accordi di confine», afferma la Cgil, «sono gli accordi fatti con le altre regioni per individuare un tetto alla spesa alle prestazioni sanitarie erogate dalle rispettive Asl. Ma per ridurre la mobilità passiva si dovrebbero, innanzitutto, innalzare i livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni sanitarie regionali».

FASE DUE

A breve, il libro del Programma operativo sarà mandato ai sindacati: «Ribadiamo», dice la Cgil, «la disponibilità a confrontarci nel merito delle proposte e a dare il contributo in modo schietto e sincero avendo come unico fine la tutela del servizio pubblico nazionale e il diritto dei cittadini ad avere delle effettive prestazioni a tutela della salute». «Confermiamo la disponibilità a partecipare in modo responsabile e propositivo al confronto che si aprirà una volta acquisito formalmente il Programma operativo, nell’interesse del sistema sanitario e della tutela dei lavoratori e dei cittadini», conclude la Cisl.