tradizione e mercato

Abruzzo. La proposta del centrodestra: due leggi per il Saltarello «per portarlo nel mondo»

15 Maggio 2026

Forza Italia-Noi Moderati e Fratelli d’Italia lanciano l’idea: la danza popolare promossa «a livello globale» con festival, corsi di formazione e comitato di saggi

L’AQUILA

L’obiettivo del centrodestra di governo è altisonante: «La promozione del saltarello a livello globale». Dall’Abruzzo, uno sguardo rivolto al mondo intero perché tutti dovrebbero conoscere quella che non è soltanto una danza popolare da ballare nei paesi illuminati a festa durante le notti d’estate ma «un bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della persona».

Secondo il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia e secondo la consigliera Marianna Scoccia di Noi Moderati, il saltarello è «una tradizione popolare musicale regionale da promuovere e valorizzare». Tanto da meritare addirittura un progetto di legge regionale da 9 articoli intitolato “Disposizioni per la valorizzazione del saltarello abruzzese” e finanziato con almeno 10mila euro l’anno. E quello di Sospiri-Scoccia non è l’unico testo di legge dedicato al saltarello. Anche la consigliera di Fratelli d’Italia, Marilena Rossi ha presentato un pdl, altri 7 articoli tutti in fila, che esordisce così: «La Regione riconosce il saltarello quale aspetto storico della comunità abruzzese, della cultura e della tradizione popolare musicale regionale, da promuovere e da sostenere come bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della persona». Due progetti di legge per il saltarello, la versione abruzzese della taranta e della pizzica salentina: è quasi un record della politica. E adesso inizia l’esame delle norme nelle commissioni regionali.

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«Chi arriva in Abruzzo come turista», dice Rossi nella relazione allegata al suo pdl, «è alla ricerca di esperienze autentiche: il saltarello e le tradizioni che lo accompagnano introducono ad un viaggio dentro l’essenza dell’Abruzzo».

Il centrodestra di governo – lo stesso che ha ideato e finanziato con 200mila euro l’anno la Notte dei Serpenti fino a lanciarla dal palco dello Stadio del Mare di Pescara alla ribalta di RaiUno – continua a camminare nel solco della cultura popolare alla ricerca dell’identità abruzzese. E gli obiettivi sono più di uno, così spiega il progetto di legge 103 del presidente del consiglio regionale e della sua vice: riscoprire «un aspetto identitario della comunità abruzzese» e poi rincorrere «una importante opportunità di sviluppo turistico regionale, da preservare e diffondere attraverso il coinvolgimento della comunità locale, delle istituzioni educative e culturali, nonché attraverso la promozione di eventi».

Il centrodestra insegue l’idea di creare se non un’industria del saltarello, una sorta di “saltarello spa”, almeno un indotto: secondo l’articolo 1 del pdl Sospiri-Scocccia, il saltarello è «parte rilevante del patrimonio immateriale della tradizione culturale della Regione Abruzzo». E allora, dice l’idea di Sospiri e Scoccia, è necessario «diffonderne la conoscenza e l’apprezzamento nell’ambito culturale e turistico regionale» con «festival, rassegne, eventi e spettacoli dedicati al saltarello realizzati anche attraverso la collaborazione con le associazioni culturali locali; la creazione di scuole di danza e corsi per la formazione di insegnanti e praticanti del saltarello; attività di promozione turistica che includano il saltarello come uno degli aspetti distintivi del patrimonio culturale regionale; attività di promozione turistica che includano il saltarello come uno degli aspetti distintivi del patrimonio culturale regionale». Il ballo di piazza che diventa un affare. Anche il Pdl Rossi prevede «corsi di orientamento musicale sul saltarello», «corsi di formazione e perfezionamento per musicisti e danzatori con particolare riferimento all’utilizzo degli strumenti musicali antichi e tradizionali», «organizzazione di manifestazioni, incontri e gemellaggi al fine di incentivare la conoscenza reciproca della cultura musicale del saltarello».

E la proposta della consigliera Rossi si spinge oltre: «Sostenere la produzione, la composizione e l’arrangiamento di musiche ispirate al saltarello, anche attraverso il contributo di linguaggi e sperimentazioni contemporanee, favorendo il dialogo tra tradizione e innovazione musicale; organizzazione di convegni o seminari; interazione con le scuole di ogni ordine e grado per la salvaguardia e lo studio delle tradizioni, usi, costumi e degli strumenti tradizionali del saltarello; produzioni discografiche e cinematografiche dedicate».

Secondo la consigliera di FdI, «questa danza, autentica espressione della tradizione abruzzese, porta con sé le storie delle comunità, dei territori e delle persone che l’hanno tramandata di generazione in generazione. Nella società odierna», dice Rossi, «il saltarello non è solo un patrimonio da custodire, ma un linguaggio vivo della nostra storia e cultura. Un modo per raccontare il territorio, portarne alla luce le bellezze e offrire nuove opportunità turistiche e contribuire a rendere l’Abruzzo più attrattivo. Ormai da più parti – enti locali, associazioni folkloriche, studiosi e operatori culturali – emerge la necessità di un intervento ordinato da parte della Regione volto a riconoscere, tutelare e valorizzare il saltarello e le tradizioni popolari come beni culturali immateriali e come strumenti di coesione sociale e formativa».

Se Sospiri e Scoccia pensano già a un contributo quasi simbolico da 10mila euro, Rossi non indica una cifra e parla di «possibile inserimento degli stanziamenti nel bilancio regionale annuale».

Intanto, per arrivare «a livello globale», bisogna partire dai paesi, anche quelli più sperduti perché, si sa, l’unione fa la forza: «Il progetto di legge dispone, inoltre, la costituzione della Rete regionale dei Comuni della saltarella», dice il pdl Sospiri-Scoccia, «quale associazione di Comuni abruzzesi che si mettono insieme per organizzare eventi, celebrare la tradizione e lavorare per la tutela e la diffusione del saltarello: ogni Comune aderente alla rete organizza almeno un evento annuale incentrato sulla danza e musica tradizionale abruzzese, con particolare attenzione al saltarello». E nella ricorsa verso la scena mondiale probabilmente ci sarà bisogno anche dei consigli giusti, magari quelli di un comitato di saggi, ma a costo zero: «Il progetto di legge introduce la possibilità per la giunta regionale di istituire, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale, un Comitato tecnico-scientifico con il compito di monitorare e indirizzare le attività di promozione e tutela del saltarello, composto da esperti di danza, musica e cultura abruzzese».

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