sanità

«Carenza grave di ostetriche», allarme anche in Abruzzo

5 Maggio 2026

Oggi la giornata internazionale dell’ostetrica, istituita per accendere i riflettori su una figura che è colonna portante della salute familiare

CHIETI

«Anche l’Abruzzo paga la mancanza di ostetriche: Questo mette a dura prova i sistemi sanitari, sovraccarica le professioniste e le fa sentire sottovalutate, compromettendo la qualità e la sicurezza dell’assistenza». Si celebra oggi la giornata internazionale dell’ostetrica, istituita per accendere i riflettori su una figura che è colonna portante della salute familiare. Eppure l’edizione 2026 assume i connotati di un vero e proprio grido d’allarme. Lo slogan “Un milione di ostetriche in più” non è più solo una suggestione, ma una necessità numerica. E se a livello globale mancano 980.000 professioniste per garantire standard di cura sicuri, in Abruzzo, la situazione presenta luci e ombre. Cinzia Di Matteo, presidente dell’Ordine regionale (OrPoa), denuncia un accesso ai servizi ancora disomogeneo, che penalizza le comunità rurali e le fasce svantaggiate. L’appello alle istituzioni regionali è chiaro: servono investimenti nei setting territoriali, dai consultori familiari alle nuove case di comunità, fino all’assistenza domiciliare. «La carenza di personale sovraccarica il sistema e compromette la sicurezza di madri e bambini», spiega. «Il cambiamento deve passare per percorsi formativi ampliati, condizioni di lavoro sicure e un reale riconoscimento professionale. Per questo, in occasione di questa giornata, vogliamo invitare i decisori politici a trasformare le celebrazioni in azioni concrete: sostenere l’ostetricia significa investire nella salute delle prossime generazioni. Non si tratta di un rischio futuro, è una realtà presente», conclude. «Quando le ostetriche sono disponibili, supportate e in grado di operare in tutto il loro ambito di competenza, i sistemi sanitari sono più solidi e le donne ricevono cure migliori».  

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