Mondo/Abruzzo

Dottoressa Caterina, a Boston per la sfida di battere il cancro

9 Febbraio 2026

Sposetti, originaria di Penne, lavora al Cancer Institute. E sulla tv americana dà consigli sui corretti stili di vita

«Uno stile di vita sano, in particolare alimentazione ed esercizio fisico, ha un ruolo importante nella prevenzione dei tumori», assicura il medico e ricercatrice pescarese Caterina Sposetti, attualmente impiegata al Cancer Institute di Boston. Inoltre, la dottoressa raccomanda che «è fondamentale aderire ai programmi di screening senza anticipare o posticipare inutilmente i controlli».
Sposetti, che è stata recentemente premiata con un “Merit Award” dall’Asco (American society of clinical oncology), la principale società scientifica mondiale nel campo dell’oncologia, aggiunge che «un buon monitoraggio non significa fare tanti esami, ma fare quelli giusti al momento giusto». Poi, spiega che «la diagnosi precoce resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre la mortalità oncologica».
Il progetto per cui è stata premiata è focalizzato sul carcinoma mammario in fase iniziale.
Caterina Sposetti viene spesso invitata a partecipare a rubriche mediche televisive come quella di “OncoDaily”, la cui foto in alto la ritrae con il conduttore Vahe Grigoryan.
Nata a Penne nel 1993, cresciuta a Castiglione Messer Raimondo, e residente a Pescara per tutta la durata del liceo scientifico, la dottoressa Sposetti si è laureata in Medicina e chirurgia nel 2018 all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e specializzata in Oncologia medica all’università degli studi di Milano.
Nel 2023, durante l’ultimo anno della specializzazione si è trasferita negli Stati Uniti, per un periodo all’estero previsto dal piano di studi. Attualmente lavora come ricercatrice al Breast Oncology Center del Dana-Farber Cancer Institute di Boston con una borsa di studio di tre anni promossa da due fondazioni italiane con il sostegno di Prada Group. Specifica di essere parallelamente dottoranda in Ricerca clinica all’università degli Studi di Milano.
Con tutte queste qualifiche esce spontanea la domanda sulla differenza tra le cure oncologiche in Abruzzo e quelle negli Usa. «La differenza», sostiene la dottoressa Sposetti, «non riguarda la qualità dei professionisti, ma l’organizzazione del sistema. Negli Usa, la cura dei pazienti è multidisciplinare e integrata con la ricerca clinica e il supporto allo stile ed alla qualità di vita durante e dopo i trattamenti. L’esperienza maturata in contesti internazionali può contribuire a portare modelli organizzativi efficaci, adattandoli alla realtà». Circa lo stile di vita, la dottoressa specifica che «è molto importante limitare il consumo di alcol, evitare il fumo e mantenere un peso corporeo nei limiti della normalità».
A proposito dell’Abruzzo, Sposetti aggiunge che torna «regolarmente in Abruzzo, soprattutto per la mia famiglia. Pescara mi piace molto, anche per la possibilità di avere mare e montagna vicini. Fin da piccola ho sempre praticato nuoto e sci, e questo legame con il territorio è rimasto molto forte».