Enrico Melozzi: «Il Centro voce amica degli abruzzesi»

Il maestro a confronto con il direttore Telese sul rapporto tra creatività, dialetto, tradizioni popolari e nuove generazioni
L’AQUILA
Viene accolto come una rockstar il compositore, direttore d’orchestra e produttore musicale teramano Enrico Melozzi, alla festa per i 40 anni del Centro. Era uno degli ospiti più attesi per raccontare, attraverso le note, la storia dell’Abruzzo. Un artista di fama internazionale che ha saputo portare il proprio talento ben oltre i confini della regione, senza mai perdere però il legame con la sua terra. Un legame fortissimo che lo ha portato ad ideare qualche anno fa l’ormai famosa “Notte dei Serpenti”, con la quarta edizione che si rinnoverà allo stadio del Mare di Pescara il prossimo 25 luglio, manifestazione ormai collaudata e apprezzata con il sostegno della Regione Abruzzo, capace di conquistare il 5 settembre prossimo addirittura la prima serata su Rai Uno. Melozzi è salito sul palco per un confronto con il direttore Luca Telese sul rapporto tra arte e creatività, su territorio e giovani, non prima di aver salutato e ringraziato la Corale 99 che ha aperto la serata di festa, allietando il pubblico presente con tre brani della tradizione popolare abruzzese. La grande capacità del maestro è stata propria quella di saper coniugare i canti della tradizione alle danze evocative, senza dimenticare quegli abiti d’epoca che raccontano storie, in un vero e proprio viaggio nel tempo. Il direttore Luca Telese, nell’introdurre il dibattito, ha ricordato come il giornale si sia occupato spesso del tema del dialetto con la proposta del maestro Melozzi di “sdoganare” un abruzzese rivisitato per unire le varie parlate regionali per scopi artistici ed emozionali, fatto che poi ha suscitato un dibattito acceso e tante reazioni, riportate pure sulle colonne del Centro. Il compositore ha sempre ribadito di voler usare una forma linguistica rivisitata e accessibile al grande pubblico, ed è stato proprio questo che ha generato la vivace discussione, come ha fatto presente lo stesso Telese nel suo intervento, tra chi sostiene la spettacolarizzazione e chi difende l’autenticità del dialetto. L’obiettivo di Melozzi era e resta uno però: salvare l’identità culturale e folkloristica della regione, unendo le radici popolari alle nuove generazioni. Nel suo discorso il maestro ha colto pure l’occasione per ricordare la genesi della “Notte dei Serpenti”, ha spiegato che quando propose la cosa al governo di centrosinistra non fu presa in considerazione, sposata a pieno poi dal governo di Marco Marsilio invece, ha ricordato.
«Da allora» ha detto sul palco «persone che mi mandavano regali a casa, che mi chiamavano, che mi apprezzavano, improvvisamente hanno smesso, così da un giorno all’altro, etichettandomi come uomo di destra ma la mia iniziativa non è mai stata politica, anzi». Un’idea solo ed esclusivamente per l’Abruzzo, insomma, come ha ribadito più volte il compositore, per farlo conoscere e apprezzare sempre di più al di fuori dai confini. E l’esperimento non solo è riuscito, ma oggi è una realtà strutturata. Enrico Melozzi ha fatto un passaggio importante, poi, anche sul merito, basta a chi lavora perché amico di, vanno considerati il merito appunto e il talento di ognuno, per questo esistono i casting. «Guardiamo all’America» dice «pure i registi più famosi fanno i casting quando devono scegliere i protagonisti dei loro film, pensate che non sappiano quali sono gli attori magari più bravi e più conosciuti? Però si fanno i casting lo stesso ed è giusto».
E poi il grande legame con un giornale che ha sempre letto ed apprezzato, anche grazie alla parentela con una firma storiche del quotidiano, ad esempio. Un giornale, quindi, che lo ha sempre accompagnato e che è stato praticamente un compagno fisso dentro casa sua. Per 40 anni, dunque. «Il Centro è un giornale» ha spiegato il maestro Melozzi «che per me ha sempre rappresentato la voce della verità, la voce del popolo, la voce veramente amica per gli abruzzesi. E poi io ritengo che sia un giornale autorevolissimo. Devo aggiungere che sono anche molto felice della scelta editoriale, quella cioè di avere un direttore che è un giornalista importante a livello nazionale e internazionale, Luca Telese, uno scrittore, una persona che a mio giudizio serviva all’Abruzzo e che è stato anche importante per rilanciare il nostro territorio attraverso le colonne del quotidiano».
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