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Gileno (Gd): «Occupazione giovanile, l’Abruzzo soffre»

22 Maggio 2026

Il giovane dem replica all’assessore Magnacca: «Solo propaganda, noi peggio della media nazionale»

L’AQUILA

«Altro che detrattori dell’Abruzzo. La realtà quotidiana parla invece di una regione che cresce meno di quanto servirebbe, con migliaia di giovani intrappolati nella precarietà, salari insufficienti e una crisi industriale che continua a colpire interi territori». Così il segretario regionale e delegato nazionale alle Politiche Industriali dei Giovani democratici, Saverio Gileno, replica all'assessore regionale al Lavoro, Tiziana Magnacca. Un botta e risposta, tra Pd e Regione, sui numeri dei cassintegrati, dei disoccupati e dei Neet, giovani che non studiano e non sono in cerca di un'occupazione. «Non contestiamo il fatto che alcuni indicatori macroeconomici mostrino segnali in ripresa dopo gli anni della pandemia», dichiarano Gileno ed Emanuele Castigliego, responsabile regionale lavoro Giovani Pd, «ma contestiamo profondamente il modo superficiale e propagandistico con cui la destra regionale li utilizza, ignorando completamente la qualità dell’occupazione e la condizione reale delle nuove generazioni. Il punto non è l’aumento dell’occupazione, ma che questo aumento sia precario e povero». Secondo i dati riportati, in Abruzzo il numero dei Neet tra i 15 e i 29 anni resta è pari circa 39mila giovani, nonostante il calo rispetto ai 56mila del 2021. «Un dato enorme per una regione di poco più di 1,2 milioni di abitanti, che continua a collocare l’Abruzzo tra le aree del Paese con le maggiori difficoltà occupazionali e formative per le nuove generazioni», dicono i Giovani democratici, «la disoccupazione giovanile resta intorno al 20,1%, un valore estremamente elevato e ben lontano dagli standard europei e dalla media nazionale. Parallelamente, il tasso di occupazione giovanile rimane fragile e fortemente concentrato nei settori più esposti a precarietà e bassi salari. L’assessore Magnacca elogia dati pessimi, a cui si aggiungono i dati elaborati dalla Cgia di Mestre: nel 2025, a fronte di 123.880 ingressi previsti nel mercato del lavoro regionale, si registra una difficoltà di reperimento del personale del 31,9%, superiore alla media nazionale del 30,2%, con ben 39.459 lavoratori mancanti». I settori maggiormente in crisi risultano essere costruzioni, metalmeccanica ed elettronica, turismo e ristorazione, trasporto e logistica, agricoltura, utilities, tessile e servizi informatici. «Numeri che smontano completamente la narrazione della destra», proseguono Gileno e Castigliego, «se davvero il mercato del lavoro fosse così forte e attrattivo, non avremmo contemporaneamente quasi 40mila posti vacanti e una disoccupazione giovanile ancora al 20%».

Nel corso del tavolo promosso dai Giovani democratici in consiglio regionale, insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria è emersa «una forte preoccupazione per l’aumento della cassa integrazione straordinaria (+250%, per la crescita della cassa integrazione ordinaria (+116%), la crisi di diversi comparti industriali strategici regionali e l’aumento del costo della vita non accompagnato dalla crescita dei salari. Bisogna chiedersi che tipo di lavoro si sta creando», dicono Gileno e Castigliego, «oggi migliaia di giovani lavorano con contratti fragili, stipendi insufficienti, part-time involontari o tirocini sottopagati. Servono risposte strutturali immediate: sostegno alla proposta regionale sul salario minimo; riduzione della pressione fiscale sugli under 35; riforma dei tirocini extracurriculari; investimenti pubblici su innovazione, formazione tecnica e politiche industriali e rafforzamento del welfare territoriale».

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