I nuovi ospedali? «Ora si possono fare tra pubblico e privato»

I presidenti delle Regioni Calabria e Liguria, Roberto Occhiuto e Marco Bucci 

7 Luglio 2026

Il modello per i cantieri: incontro a Pescara. I governatori di Liguria e Calabria lanciano i casi di La Spezia e Vibo Valentia 

PESCARA. Il partenariato pubblico-privato come leva per accelerare la realizzazione delle infrastrutture sanitarie e contribuire al rinnovamento del patrimonio ospedaliero italiano. E gli esempi dei nuovi ospedali in costruzione a La Spezia, in Liguria, e a Vibo Valentia, in Calabria, dove questo modello sta dando risultati concreti. È stato questo il tema al centro di “Opera pubblica forum – Costruire il pubblico”, l’incontro promosso dalla società abruzzese Guerrato Spa, che si è svolto ieri all’Aurum di Pescara, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo finanziario, accademico e imprenditoriale. A moderare il confronto sono stati il direttore del Centro Luca Telese e Veronica Gentili, giornalista e volto noto di Mediaset.

Della validità del modello che mette in partnership pubblico e privato ne sanno qualcosa il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e quello della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Due Regioni nelle quali l’individuazione di modelli di collaborazione tra pubblico e privato, capaci di affiancare la spesa pubblica con capitali, competenze e capacità gestionali, sta portando la Guerrato alla realizzazione di due ospedali all’avanguardia.

Nel corso dell’incontro è stata presentata l’esperienza della società Guerrato, impegnata nella realizzazione dei nuovi ospedali di Vibo Valentia, in Calabria, e quello del Felettino alla Spezia, in Liguria.

Due interventi che sviluppano investimenti complessivi superiori ai 400 milioni di euro e prevedono una concessione per la gestione dei servizi della durata di 24 anni, configurandosi come due delle principali operazioni italiane di partenariato pubblico-privato nel settore sanitario. «Sono sicuramente delle esperienze virtuose», ha dichiarato Isaia Di Carlo, rappresentante di Guerrato, «in Calabria e Liguria abbiamo trovato delle amministrazioni che hanno imboccato questa strada e ci fiancheggiano ogni giorno per arrivare all’obiettivo: finire gli ospedali, farli entrare in funzione e gestirli». A intervenire è stato anche Bucci. «In Liguria stiamo realizzando il nuovo ospedale Felettino della Spezia», ha evidenziato, «insieme all’azienda Guerrato, che sta lavorando con grande professionalità, rispettando i tempi previsti. A questo si aggiungono altri quattro ospedali che saranno realizzati attraverso il partenariato pubblico-privato, oltre a un sesto ospedale finanziato con circa 300 milioni di euro di risorse pubbliche. Parliamo quindi di sei nuovi ospedali per la Liguria: un investimento di grande valore che rafforzerà il nostro sistema sanitario, un risultato importante per tutto il territorio».

Per il governatore ligure sono fondamentali tre elementi: «Qualità, costi e i tempi», indispensabili per realizzare opere di tale portata. Obiettivi che, secondo Bucci, trovano proprio nella collaborazione con il privato uno strumento efficace. Il presidente della Liguria ha sottolineato quindi l’importanza di sostenere questo modello. «Cerchiamo di lavorare in partnership per risolvere i problemi, le aziende fanno il loro lavoro, il sistema funziona, perché c’è chi ha il coraggio di fare un’offerta, di fare un progetto e di metterlo a disposizione del pubblico, altri questo coraggio non l’hanno avuto. Se non avessimo fatto questo, quanti servizi non avrebbero i cittadini?». C’è poi il nodo della burocrazia. «Ci deve essere ma che diventi una facilitazione e certamente non un ostacolo», ha concluso Bucci.

Per il presidente della Calabria, Occhiuto, il modello deve essere replicabile su tutto il territorio nazionale. «L’ospedale di Vibo Valentia fa parte di un gruppo di tre ospedali progettati in Calabria nel 2006», ha ricordato, sottolineando poi come grazie all’accordo con il privato i tempi siano accelerati. «Con questo modello, quello del partenariato pubblico-privato, l’ospedale di Vibo Valentia l’abbiamo di fatto iniziato nel 2024, con il primo stralcio sulle fondazioni, e poi dal 2025 siamo partiti a pieno ritmo e sarà a concluso alla fine del 2026. Alcune tracce che si costruiscono sul territorio devono diventare tracce anche per il livello nazionale superando questo pregiudizio nei confronti del privato». C’è poi il tema delle manutenzioni per le opere pubbliche. «Il pubblico fa poca manutenzione, il fatto che l’opera pubblica venga gestita anche dal privato garantisce anche sulla sua manutenzione. E se fosse per me estenderei questo partenariato anche ai servizi. Se non potenziamo la qualità del servizio sanitario offerto nel nostro ospedale, il rischio è che tra 10 anni la sanità pubblica non ci sarà più, ma ci sarà soltanto la sanità privata», ha concluso Occhiuto. Sulla questione relativa alla durata del rapporto contrattuale tra pubblico e privato è intervenuto Remo Taricani, Deputy head of Italy Unicredit: «Può e deve essere un’alternativa», ha sottolineato Taricani, «ma siamo tutti convinti di voler ragionare a 20/22 anni e non a 2/3 anni? Secondo punto, siamo tutti convinti che dobbiamo condividere il rischio? Terzo punto: vogliamo passare da un concetto di costruire un qualcosa a un concetto di garantire le prestazioni di questo qualcosa per quei famosi 20 anni? Se riusciamo a mettere assieme queste tre cose credo che la formula può funzionare e darci soddisfazione».

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