Abruzzo

+++ Maltempo in Abruzzo, Marsilio: «Chiesto lo stato di emergenza nazionale» +++

8 Aprile 2026

L’iniziativa assunta a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio regionale tra il 31 marzo e il 3 aprile, in particolare la provincia di Chieti, con paesi isolati e frane

PESCARA. La Giunta regionale d'Abruzzo, presieduta dal presidente Marco Marsilio, nella seduta odierna ha deliberato la richiesta al Governo della dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio regionale tra il 31 marzo e il 3 aprile 2026, in particolare la provincia di Chieti, con paesi isolati e frane. Il provvedimento consentirà a Comuni ed Enti locali di coprire gli interventi in somma urgenza. Le intense e prolungate precipitazioni hanno determinato diffuse criticità idrogeologiche e idrauliche, causando allagamenti, frane anche di rilevante entità e gravi danni alle infrastrutture viarie, agli edifici pubblici e privati, nonché alla rete dei servizi essenziali. In diversi casi si sono registrati isolamenti di centri abitati e criticità per strutture scolastiche e presidi sanitari.

MUSUMECI. "A partire dal 25 marzo 2026 le regioni Abruzzo e Molise e la Puglia, sono state interessate da continue e diffuse precipitazioni che in quote collinari hanno assunto carattere prevalentemente nevoso: gli eventi hanno determinato significativi incrementi delle portate dei corsi d'acqua, con superamento delle soglie di allarme e l'attivazione di dissesti franosi". Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, rispondendo alle interrogazioni alla Camera. "Aspettiamo che la regione Abruzzo dopo la ricognizione inoltri la richiesta dello stato di emergenza", ha aggiunto Musumeci.

ABRUZZO, IL 18% E’ FRANOSO. "Il territorio abruzzese è esposto a episodi franosi per il 18,3%". Sono stati "8 mila 493 eventi" censiti. Nella definizione del Piano degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico per "il 2026 la Regione ha avuto risorse" pari a "8 milioni di euro per il finanziamento di interventi sul territorio regionale, a fronte del totale nazionale di 313 milioni euro". Lo ha detto il ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, rispondendo alle interrogazioni alla Camera. "Per ciò che attiene alle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del dipartimento della protezione civile, la Regione Abruzzo è stata destinataria di 69 interventi finanziati per 53,749 milioni di euro per la riduzione del rischio di alluvione e del rischio idrogeologico: risultano ad oggi conclusi 54 interventi sui 69 totali - ha precisato il ministro - . Nel complesso, dall'esame della piattaforma on-line ReNDiS per la Regione Abruzzo risultano 1746 interventi, per un finanziamento di importo complessivo pari a oltre 1 miliardo euro, di cui 547 interventi conclusi" per un importo di circa "242 milioni euro e 205 interventi in corso di esecuzione per un importo di circa 217 milioni euro. Allo stato attuale, il Comune di Silvi (Teramo) risulta intesatario di 6 interventi, di cui 5 conclusi ", ha spiegato Musumeci.

CIA ABRUZZO. "Quadro estremamente critico per il comparto agricolo". Lo afferma la Cia Abruzzo, dopo l'intensa ondata di maltempo, sottolineando che "stanno arrivando numerose comunicazioni dagli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio". Mentre la conta dei danni è in corso, lo scenario appare "estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo".

"Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile - si legge in una nota - hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite. Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane".

Ancora più allarmanti, secondo l'associazione, le segnalazioni dalle aree PIù colpite: "crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell'acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni. Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina".

Ricordando che per la segnalazione dei danni e per l'assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale le aziende agricole possono rivolgersi direttamente agli uffici Cia territoriali, l'associazione parla di "situazione molto seria e diffusa: molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock".

CONFCOMMERCIO. L'eccezionale ondata di maltempo che in questi giorni ha duramente colpito l'Abruzzo, il Molise e la Puglia sta creando gravi disagi alle popolazioni e alle imprese dei territori interessati e ha provocato ingenti danni alle infrastrutture e alla viabilità, con l'interruzione dell'autostrada e della linea ferroviaria sulla dorsale adriatica. Servono ora interventi urgenti, immediati e adeguati per ripristinare al più presto condizioni di normalità. Lo afferma Confcommercio, che in una nota esprime solidarietà e vicinanza alle comunità e agli imprenditori colpiti, garantisce supporto e sostegno alle associazioni locali e sollecita misure straordinarie e azioni rapide e concrete a sostegno dei territori e delle attività economiche. Gli effetti del maltempo rischiano, infatti, di essere pesantissimi e duraturi sull'intero sistema delle aree interessate.