Parla il rettore del santuario della Santissima Trinità: «La donna pregava, ha pianto e ha camminato»

5 Maggio 2026

Alberto Ponzi: «Le ho chiesto la cartella clinica per accertamenti»

CAPPADOCIA

Un racconto che ha attraversato la comunità dei fedeli nel giorno della riapertura del santuario della Santissima Trinità, al confine tra Lazio e Abruzzo, portando con sé emozione e interrogativi. Durante la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo emerito Lorenzo Loppa, il rettore del santuario, Alberto Ponzi, ha condiviso con i presenti l’episodio avvenuto nei giorni precedenti.

Ponzi ha riferito quanto accaduto il 24 aprile scorso, durante il pellegrinaggio di un gruppo proveniente da Bergamo, composto da circa sessanta persone. Tra loro, una donna di 32 anni, madre di due figli, segnata da un delicato intervento per un tumore al cervello. «Il 24 aprile la comunità di Bergamo, che ogni anno viene qui al santuario circa tre volte, era presente con una sessantina di persone», ha spiegato Ponzi. «La donna», ha raccontato, «era stata operata l’anno precedente per un tumore maligno, superato dopo intervento e radioterapia, ma con conseguenze importanti a una gamba, dovute al coinvolgimento di un nervo durante l’operazione. Una condizione che la costringeva a muoversi con le stampelle». Secondo quanto riferito dal rettore, l’episodio si è verificato all’interno della chiesa, durante un momento di preghiera. «Stavano tutti quanti dentro la chiesa e questa signora, con le stampelle, a un certo punto ha iniziato a piangere, ha iniziato a sentire un formicolio alla gamba, si è guardata intorno e alla fine ha lasciato le stampelle e ha camminato». Un racconto che ha suscitato forte emozione tra i presenti, anche perché la donna, sempre secondo quanto detto dal sacerdote, avrebbe poi proseguito autonomamente, senza più l’ausilio delle stampelle. Il rettore ha sottolineato di aver già avviato alcuni passaggi per approfondire la vicenda, mantenendo un approccio prudente. «L’ho sentita al telefono e ho chiesto anche la cartella clinica, così da poter fare una memoria qui nel nostro santuario», ha riferito. Al momento non risultano accertamenti medici indipendenti che possano confermare la natura dell’episodio, che resta quindi un racconto affidato alla testimonianza diretta e in attesa di eventuali verifiche. In situazioni come questa, la Chiesa cattolica segue un percorso preciso e rigoroso prima di poter parlare, eventualmente, di guarigione straordinaria. Il primo passo è sempre la raccolta completa della documentazione clinica, indispensabile per ricostruire con esattezza la condizione iniziale del paziente e l’evoluzione successiva. Successivamente, i casi ritenuti meritevoli di approfondimento vengono sottoposti all’analisi di specialisti indipendenti, spesso medici e scienziati. Solo in assenza di risposte scientifiche adeguate si può procedere a un ulteriore livello di discernimento. A questa fase segue la valutazione teologica, che esamina il contesto spirituale dell’evento, la credibilità delle testimonianze e la coerenza con la fede della Chiesa. Il giudizio finale, che può richiedere anche molti anni, spetta all’autorità ecclesiastica competente, generalmente il vescovo della diocesi. È un iter lungo e prudente, pensato per evitare conclusioni affrettate e per custodire la verità dei fatti. Nel suo intervento, Ponzi ha comunque richiamato il valore spirituale dell’accaduto per la comunità dei fedeli: «Vogliamo dire grazie alla Trinità e questo diventa motivo per rafforzare veramente la nostra fede e la nostra comunione tra di noi».