«Vietare le candele scintillanti», lettera di Uncem a 305 sindaci

11 Gennaio 2026

Celano capofila con l’ordinanza, il presidente dell’Unione Comuni montani chiede di seguire l’esempio: «Prevenire incidenti legati a festeggiamenti ed eventi, puntiamo a tutelare l’incolumità pubblica»

L’AQUILA. Le terribili immagini arrivate dal locale di Crans-Montana, a partire da quelle della ragazza che serve champagne e ondeggia tra i tavoli del locale seminando le scintille mortali, hanno scosso le coscienze. Anche in Abruzzo. Dove il sindaco di Celano ha fatto da apripista, imponendo il divieto di utilizzo di giochi pirotecnici nelle strutture pubbliche o ricettive della città marsicana. Ora l’Uncem (Unione nazionale Comuni montani) vuole che altri seguano l’esempio, sull’onda dell’indignazione seguita alla strage in Svizzera. Motivo per cui il presidente regionale di Uncem, Lorenzo Berardinetti, anche sindaco di Sante Marie, ha inviato un appello ai 305 Comuni abruzzesi. Appello accompagnato da una bozza di ordinanza da far firmare ai sindaci, allo scopo di impedire che in tutti i locali pubblici della regione sia vietato l’utilizzo di fiamme libere, di candele pirotecniche, di fontane luminose e di qualsiasi tipologia di articoli pirotecnici.

«Si tratta di una bozza di ordinanza-tipo», spiega Berardinetti, «un provvedimento, approntato in linea con le indicazioni dell’Uncem nazionale, che mira a prevenire incidenti legati a festeggiamenti ed eventi. L’iniziativa nasce a seguito della recente tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, dove l’uso di materiali infiammabili in un contesto pubblico ha causato gravi conseguenze e decine di giovani vittime. Il documento punta a tutelare l’incolumità fisica della popolazione e a proteggere il patrimonio pubblico e privato dal rischio di incendi. L’ordinanza prevede il divieto immediato di utilizzare candele pirotecniche, fontane luminose e qualsiasi tipologia di articolo pirotecnico su tutto il territorio comunale, con particolare riferimento ai luoghi al chiuso», sottolinea ancora Berardinetti, «abbiamo deciso di inviare questo schema di ordinanza a tutti i nostri sindaci affinché possano recepirlo con tempestività. Ringrazio il sindaco di Celano, Settimio Santilli, per avere immediatamente adottato l’ordinanza, primo Comune in Abruzzo. Quanto accaduto in Svizzera ci impone una riflessione profonda sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione. Spesso l’uso di questi articoli avviene in modo incidentale o involontario, ma i rischi per i cittadini e per le strutture sono altissimi. Invitiamo tutti i Comuni abruzzesi ad adottare questo provvedimento per garantire standard di sicurezza elevati e prevenire danni irreparabili alle comunità e ai territori. Diversi sindaci, mi hanno contattato dicendosi pronti ad adottare questi provvedimenti».

Nella bozza di ordinanza si fa espressamente riferimento ai fatti del disco-bar “Le Constellation”. L’incendio che ha spezzato quaranta vite la notte di Capodanno è stato causato dalle candele pirotecniche inserite sui tappi delle bottiglie di champagne, all’interno del locale elvetico. I pannelli fonoassorbenti che rivestivano il soffitto hanno preso fuoco e, in pochi secondi, le fiamme si sono propagate. Santillli, sindaco di Celano, ha spiegato bene qual è l’obiettivo dell’ordinanza, dimostrando ampia sensibilità rispetto a un tema di stretta attualità.

«Il grave fatto di cronaca avvenuto la notte di Capodanno in Svizzera, che ha sconvolto e scosso le coscienze di tutti, deve essere da monito severo per chiunque, ognuno per quello che gli compete, affinché simili episodi non si debbano più ripetere» ha dichiarato il primo cittadino del Comune marsicano «la sicurezza dei cittadini e la tutela della salute pubblica rappresentano un dovere morale prima che istituzionale. L’uso di fiamme libere e di articoli pirotecnici nei locali al chiuso può comportare conseguenze imprevedibili e catastrofiche, come abbiamo potuto tristemente constatare. Prevenire simili episodi, vietando l’uso di certi strumenti, di cui si può fare benissimo a meno anche in momenti di festa e goliardia nei locali pubblici al chiuso, è un atto necessario e doveroso a garanzia dell’incolumità pubblica e della serenità di tutti».

L’ordinanza a Celano è entrata già in vigore. Il sindaco nel documento raccomanda espressamente che «sia considerato e attuato nei suoi obiettivi anche dai cittadini nelle proprie abitazioni e residenze, i domicili», quanto scritto. I trasgressori rischiano la denuncia, secondo quanto disposto dal codice penale in materia di utilizzo senza licenze dei fuochi di artificio e il disturbo della quiete pubblica.

@RIPRODUZIONE RISERVATA