Tram deragliato a Milano, la neuroscienziata testimone dell’incidente: «Così ho soccorso decine di feriti»

L'abruzzese Santuccione: «Lacrime, urla e ovunque l’orrore. Non ero sola, un giovane poliziotto in borghese e una farmacista mi hanno aiutata»
PESCARA. «Un assetto da guerra, mai vista una cosa così. Eppure sono sempre in giro. Spesso dico ai colleghi: non potete immaginare cosa ho provato, ma questa volta sono rimasta davvero scioccata». Antonella Santuccione Chadha, medico abruzzese (di Cepagatti), ma in pianta stabile a Zurigo, ha visto con i propri occhi «l’orrore» di chi ha vissuto in prima persona il terribile incidente di venerdì pomeriggio, a Milano. Era in taxi, ha chiesto all’autista di farla scendere dall’auto e ha prestato i primi soccorsi. Davanti a lei, neuroscienziata e leader di rilievo internazionale nel campo della salute del cervello e fondatrice della “Women’s Brain Foundation”, il tram della linea 9, appena deragliato in viale Vittorio Veneto, tra piazza della Repubblica e Porta Venezia. Raggiunta al telefono all’indomani dell’incidente, racconta la sua esperienza.
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