ROMA
Enrica Bonaccorti non ce l'ha fatta. A pochi mesi dalla scelta di comunicare la malattia, è morta ieri mattina a Roma, all'età di 76 anni, a causa di un tumore al pancreas. Volto noto della televisione e, ancor prima del teatro, Bonaccorti lascia un ricordo indelebile che la lega all’Abruzzo, una terra che ha accompagnato tutta la sua carriera tra premi e tanti riconoscimenti. A partire dal Premio internazionale Flaiano che nel 1998 la vide trionfare nella sezione “televisione e radio”, per Chiamate Roma 3131. Un’edizione straordinaria, accompagnata da un parterre di ospiti di respiro internazionale a partire dallo stesso Andrea Camilleri per la sua Voce del violino, passando per Monica Guerritore con Scene da un matrimonio per la sua interpretazione teatrale.
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Insomma, la conduttrice nata a Savona il 18 novembre 1949, ha sempre ricordato il filo rosso che l’ha legata alla terra abruzzese, come ebbe modo di confermare molti anni dopo, nel dicembre 2019 quando, nel gremito teatro comunale di Atri, presentò il suo romanzo Il Condominio, davanti ad una platea cresciuta guardando in televisione alcuni dei suoi programmi di maggior successo. Un’artista poliedrica, capace di esprimere tutta la propria verve su più campi, dal piccolo al grande schermo, passando alla radio e sul palco. Infatti, conosciuta dal grande pubblico come conduttrice radiofonica e televisiva, nel curriculum aveva molto di più. Ha fatto l'attrice - in teatro, al cinema e in televisione - e ha scritto alcune canzoni per Domenico Modugno, prima fra tutte La lontananza. L'esordio sul palco risale al 1968 quando viene scelta dalla compagnia di Modugno e di Paola Quattrini per Mi è cascata una ragazza nel piatto. Dopo altre esperienze teatrali, arriva in tv. Sono gli anni Settanta, quelli degli sceneggiati e Bonaccorti è, tra gli altri, nel cast di La pietra di luna di Anton Giulio Majano e L'amaro caso della baronessa di Carini di Daniele D'Anza. Negli stessi anni le apre le porte anche il cinema con le commedie sexy di quegli anni come Jus primae noctis, Paolo il caldo e Il maschio ruspante poi con altri titoli come Rag. Arturo Fanti, bancario precario.
Nel 1978 debutta come conduttrice televisiva con il gioco a premi Il sesso forte, insieme a Michele Gammino; seguono, sempre in Rai Italia sera e Pronto, chi gioca? (per sostituire la Carrà con il suo Pronto, Raffaella?). Nel 1987 passa all'allora Fininvest (oggi Mediaset) dove conduce (su Canale 5), con scarso successo, La giostra e Ciao Enrica e, poi, Cari genitori che, invece, piace al pubblico. È a lei che Finivest affida l'inaugurazione della diretta tv delle due reti, facendole condurre la trasmissione del mezzogiorno di Canale 5 Non è la Rai. Sullo stesso canale conduce, poi, Vota la voce e altre trasmissioni fino al ritorno in Rai dove, nel 1999-2000, è nel cast de I fatti vostri accanto a Massimo Giletti. All'epoca è già tornata anche in radio per condurre, su Rai Radio2, lo storico Chiamate Roma 3131. A fine 2000 è di nuovo a Mediaset: ospite fissa di Buona domenica per sei anni su Canale 5 e conduttrice del Festival di Napoli su Rete4 per tre edizioni. Terminata l'esperienza torna in radio, su Rai Radio 1 ed esordisce come scrittrice con il romanzo La pecora rossa. Proprio la sua vena da romanziera la riporterà in Abruzzo, precisamente a Ripa Teatina nel 2011, per presentare L’uomo immobile, la storia dei pazienti in stato vegetativo attraverso una vicenda ispirata a un fatto reale raccontato da un neurologo, intrecciando elementi clinici e sentimentali. Negli anni che seguono la Bonaccorti è impegnata prevalentemente come opinionista in trasmissioni Rai e Mediaset come Domenica live, La vita in diretta, Estate in diretta, Mattino Cinque, Storie italiane e Live - Non è la D'Urso. Torna alla conduzione nel 2019-2020 su Tv8 con il programma Ho qualcosa da dirti. Nel 2021 è tornata al cinema nel film Una relazione di Stefano Sardo, uscito nelle sale e, poi, approdato su Amazon Prime Video. La sua ultima apparizione in Abruzzo risale al 23 marzo 2022, quando su invito del rettore dell’Università di Teramo Christian Corsi, prese parte alla 59ª sessione di conferimento delle lauree della facoltà di Scienze della Comunicazione, consegnando le pergamene a 39 laureandi in Scienze della comunicazione e in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (Dams). Lasciò un messaggio inequivocabile ai nuovi professionisti della comunicazione: «La comunicazione è la mia passione da sempre, però io credo che, talvolta, ad essa si possano imputare certi gravi danni perché non basta avere un bell’aspetto, bisogna aver una dote che è la più importante in questo mestiere, ed è la responsabilità. Chi, come me, fa comunicazione ha una responsabilità enorme perché noi diciamo cose che la gente assorbe. Per cui ciò che diciamo deve essere detto con giudizio». I funerali si terranno domani alle ore 15, nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto, conosciuta come Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo a Roma.