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1 marzo

Oggi, ma nel 1928, a Mogadiscio, nella Somalia italiana, veniva inaugurata la cattedrale cattolica dedicata alla Santissima Vergine della Consolata. Era presente al taglio del nastro il principe di Piemonte Umberto di Savoia (nella foto, particolare, insieme al duca degli Abruzzi). L’opera era stata finanziata dal santuario della Consolata di Torino ed era stata voluta dal governatore della colonia Cesare Maria de Vecchi, conte di Val Cismon, in carica dall’8 dicembre 1923.

La cattedrale era affidata ad un religioso di rango, monsignor Gabriele Perlo, amministratore apostolico in Somalia, fratello di Filippo Perlo, superiore generale dei missionari della Consolata di Torino dal 1926 quale successore del fondatore Giuseppe Allamano. Il progetto era dell’ingegnere Antonio Vandone e all’interno era ospitata la copia della statua della Madonna della Consolata di Torino, realizzata dallo scultore Cesare Biscarra.

La posa della prima pietra dell’edificio di culto era avvenuta il 28 dicembre 1923. La chiesa era stata progettata, in stile gotico-normanno, con pianta a croce latina e interno suddiviso in tre navate separate da pilastri polistili con archi ogivali. La facciata era caratterizzata da due campanili, alti 37,50 metri, segnati da due ordini di monofore e da uno di bifore. La cattedrale era solo l’ennesimo tassello della politica di italianizzazione, che passava attraverso il rafforzamento della presenza cattolica in terra musulmana oltre alla fascistizzazione, avviata dall’ex quadrumviro della marcia su Roma De Vecchi, che era stato inviato nel corno d’Africa da Benito Mussolini per allontanarlo per un poco dalla politica romana.

La colonia somala annoverava anche l’intrapresa commerciale di Luigi Amedeo di Savoia Aosta, il già menzionato duca degli Abruzzi, che a Johar aveva installato la Società agricola italo somala e il villaggio duca degli Abruzzi, fondato nel 1920, riservato ai coloni che lavoravano nella Sais. Il 9 luglio 1989, all'esterno della cattedrale, verrà assassinato con un colpo di pistola sparato al cuore da un sicario, che rimarrà sconosciuto, il francescano Pietro Salvatore Colombo, vescovo di Mogadiscio, massimo rappresentante in zona della chiesa di Roma, presente in Somalia dal 30 marzo 1947, mentre all’interno sarà in corso la celebrazione della messa.

La struttura portante del fabbricato verrà pesantemente danneggiata il 28 settembre 2008 e progressivamente abbandonata. Tutta la vicenda della cattedrale di Mogadiscio verrà raccontata nel volume, ricco di fotografie d’epoca, di Alberto Alpozzi, intitolato “Viaggio nella Somalia italiana”, che verrà pubblicato da Eclettica edizioni, di Massa, nel 2016.