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15 Febbraio

Oggi, ma nel 1984, a Roma, un commando delle Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente uccideva Ray Leamon Hunt (nella foto, particolare), classe 1927, alto ufficiale e ambasciatore statunitense. Era già stato il responsabile logistico della Forza multinazionale del Sinai, quella incaricata di controllare il territorio che divideva l'Egitto da Israele, dal 18 luglio 1981. E proprio questo ruolo lo aveva condannato ad essere giustiziato dagli estremisti della stella rossa a cinque punte. Stava rincasando, in via Sud Africa 20, a bordo di un'Alfa Romeo blindata, condotta da una guardia del corpo. I terroristi, che viaggiavano su una Fiat 128, per portare a termine il loro intento avevano sfondato la schermatura dei vetri a colpi di mitra, poi avevano proceduto attraverso colpi di pistola semi automatica Browning calibro 7.65. Questi ultimi erano stati sparati nel bordo di gomma del lunotto da uno dei malviventi balzato sul cofano posteriore della vettura, dopo che gli altri proiettili dell'AK 47 non erano riusciti ad oltrepassare la carrozzeria rinforzata. Nell'agguato il generale Hunt, che risiedeva nella Capitale da un anno, veniva centrato alla testa e il trasporto in ospedale era inutile. Veniva, invece, risparmiato l'autista. Le Br-Pcc nel comunicato di rivendicazione dell'omicidio -datato luglio 1984 e firmato in modo congiunto con la Frazione armata rivoluzionaria libanese, organizzazione legata al Fronte popolare di liberazione della Palestina- richiameranno le attività antimperialiste già esposte in occasione del sequestro del generale a stelle e strisce James Lee Dozier, comandante Nato nell'Europa meridionale, rapito a Verona, il 17 dicembre 1981, e rilasciato, a Padova, il 28 gennaio 1982. Inoltre attaccheranno Hunt considerandolo uno di quei funzionari «sguinzagliati in tutto il mondo ad organizzare le tante nefandezze che l'imperialismo Usa commette ai danni dei popoli». Era il primo funzionario americano ad essere fatto fuori da criminali politici nel Belpaese. Barbara Balzerani e Paolo Cassetta, già coinvolti nel caso Dozier, verranno ritenuti potenziali responsabili dell'attacco mortale ad Hunt, ma assolti dalla seconda corte d'assise dell'Urbe, il 25 settembre 2002, nel processo relativo all'assalto, sempre da parte di brigatisti, al furgone postale porta valori, in via Prati di Papa, del 14 febbraio 1987. Quindi, di fatto, il delitto Hunt rimarrà un giallo dei cosiddetti anni di piombo senza colpevoli assicurati alla giustizia.

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