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26 agosto

26 Agosto 2026

Oggi, ma nel 1925, a 6 miglia al largo di Capo Passero di Portopalo, in provincia di Siracusa, alle 6.45, affondava per collisione col piroscafo civile “Capena”, della Società di navigazione Roma, il sommergibile di media crociera “Sebastiano Veniero” della regia Marina militare, causando la morte di tutto l’equipaggio, composto da 48 militari. A cominciare dal comandante, il capitano di fregata Paolo Vandone, milanese di 43 anni all’ultima missione prevista in quel ruolo, più altri 4 ufficiali, 10 sottufficiali, 24 marinai e 9 allievi. Vi era anche un abruzzese: il sottocapo torpediniere scelto Corrado Salomone di Chieti. Vittime che saranno ricordate nel monumento realizzato dallo scultore romano Publio Morbiducci, nel cimitero capitolino del Verano, due anni dopo, in concomitanza con la commemorazione della sciagura.

Verosimilmente l’incidente, che accadeva in tempo di pace e che destava enorme clamore in tutto il Belpaese, si verificava per la manovra di affioramento ordinata per consentire agli aspiranti sommergibilisti di acquisire dimestichezza col mezzo prima dell’esercitazione prevista nella mattinata dello stesso 26 agosto a Capo Murro di Porco. Dopo lo speronamento il “Capena” proseguiva il suo tragitto senza lanciare l’allarme né chiamare i soccorsi. Appartenente alla classe “Barbarigo”, il Veniero (nella foto, particolare, nella fase terminale dell’allestimento, ormeggiato a Monfalcone), lungo 67 metri, largo 5,9, avente pescaggio di 3,81, dislocamento in immersione di 926,5 tonnellate e in emersione di 796,6, spinto da due motori diesel Fiat da 2600 cavalli, costruito nel cantiere “San Giorgio” di La Spezia, varato il 7 luglio 1918 ed entrato in servizio il 29 aprile 1919.

Il 10 giugno 1993 Enzo Maiorca, già recordman d’apnea (l’ultimo dei suoi successi, in assetto variabile, a 101 metri di profondità, l’aveva conquistato, il 30 luglio 1988, proprio nelle acque della sua Siracusa) individuerà il relitto del sottomarino intitolato alla memoria dell’ex doge veneziano, in carica dall’11 giugno 1577 al 3 marzo 1578, a meno 55 nel punto d’inabissamento. Il rottame verrà riconosciuto ufficialmente dallo Stato il 13. Il 27 ci sarà la seconda cerimonia funebre, in mare, per i malcapitati rimasti intrappolati per sempre nella bara di metallo, dopo quella del 9 settembre 1925, voluta dal fascismo, a Milano, nel Tempio civico di San Sebastiano.