27 giugno

26 Giugno 2021

Oggi, ma nel 1969, da Anzio, in provincia di Roma, salpava l'esploratore Giovanni Ajmone Cat, di 35 anni, a bordo del San Giuseppe due, feluca di 16 metri realizzata dal maestro d'ascia Girolamo Palomba del cantiere Antonio Palomba di Torre del Greco, in quel di Napoli, diretto in Antartide. Rientrerà in Italia, il 21 novembre 1971, dopo essere stato il primo navigatore tricolore a compiere una simile impresa.

La spedizione, nelle sue 20mila miglia marittime, attraverserà l'oceano Atlantico, farà scalo di rifornimento in Argentina, raggiungerà la base antartica argentina dedicata all'ammiraglio William Brown, in Baia Paradiso, e vi pianterà la bandiera italiana, passando per il canale di Drake, e toccando l'isola disabitata di Deception, nell'arcipelago delle Shetland meridionali. Idealmente Ajmone Cat riprendeva l'esperienza sfortunata di Giacomo Bove, tentata a bordo della nave San Josè che era naufragata, ad Hammacoja, il 31 maggio 1882, nel tentativo, commissionato dal governo argentino, di studiare il sud della Patagonia. A bordo del San Giuseppe due non vi era alcuna strumentazione tecnologica e neppure il radar. La navigazione avveniva secondo la tecnica tradizionale della marineria: con l'aiuto di carte nautiche, bussola, sestante. Per le emergenze c'era solo la possibilità di chiedere aiuto via radio. Vi era, come dotazione, l'armamento a vela latina, lo scafo rinforzato con uno scudo d'acciaio, il motore ausiliario diesel da 120 cavalli, il tutto per un dislocamento di 36 tonnellate.

Il viaggio di rientro verrà effettuato con a bordo, oltre ad Ajmone Cat, come equipaggio, i due nocchieri volontari scelti dalla Marina militare italiana, Salvatore Di Mauro e Franco Zarattini, più il comandante pilota dell’Alitalia Dario Trentin. Ajmone Cat (nella foto, al timone della sua imbarcazione, varata il 10 agosto 1968, proprio durante la traversata antartica), nato nella Capitale, classe 1934, era figlio del capo di stato maggiore dell'Aeronautica in carica dal 13 dicembre 1944 al 5 febbraio 1951, il generale Mario Ajmone Cat, e della contessa Carla Angela Durini, di Monza, che era stata la prima donna a compiere la traversata dell'Africa equatoriale su mezzi meccanizzati, dal Mar Rosso a Lobito, in Angola, durante il fascismo. Giovanni Ajmone Cat aveva iniziato ad andare a vela sul lago di Como quando era ancora molto giovane. L'impresa antartica gli frutterà, da civile, la medaglia d'oro di benemerenza marinara conferita dall'ammiraglio Giuseppe Roselli Lorenzini, capo di stato maggiore della Marina militare, per conto proprio della Marina militare, per aver saputo riportare il Belpaese all'epopea delle grandi scoperte geografiche avendo condotto la prima imbarcazione italiana tra i ghiacci del Polo sud.

Tutto il viaggio di Ajmone Cat verrà raccontato da Ferruccio Russo nel volume, ricco di illustrazioni, "1969, rotta per l'Antartide", che verrà pubblicato da Edizioni scientifiche e artistiche di torre del Greco, nel 2009, in occasione del 40° anniversario. E, in video, la traversata verrà riproposta nel documentario "Dal Tirreno all'Antartide. Lo straordinario viaggio di Ajmone-Cat", di Chiara Morellato, con la regia di Matteo Berdini, che verrà messo in onda su Rai storia, il 28 giugno 2019, per il 50°.