Raffaele Cutolo, detto "O professore", boss di Ottaviano

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6 aprile

Oggi, ma nel 1986, a Napoli, in piazza Giuseppe Garibaldi, l'agente scelto di polizia della sezione anti scippo ''Falchi'' della squadra mobile cittadina, Antonio Pianese, di 32 anni, veniva colpito con un colpo di pistola, calibro 38, sparato al petto. Stava cercando di bloccare Mario Lauria, di 27 anni, della Nuova famiglia facente riferimento a Luigi Giuliano, l'assassino di Giuseppe Cacciapuoti, di 32 anni, ritenuto un cutoliano di ferro (nella foto, Raffaele Cutolo, detto "O professore", boss di Ottaviano, classe 1941, fondatore e indiscusso capo della Nuova camorra organizzata, per un periodo detenuto anche nel carcere dell'Aquila delle Costarelle, in regime di 41 bis, prima di essere trasferito a Parma, dove morirà il 17 febbraio 2021, dopo aver contratto anche il Covid 19), che aveva ferito anche la moglie, Antonietta Castaldi, di 31, ed era scappato a bordo di una motocicletta, in un agguato di matrice camorristica. L'attacco, infatti, sarebbe stato organizzato per vendetta, nell'ambito della lotta tra organizzazioni rivali Nco e Nf, quest'ultima sorta proprio per contrastare lo strapotere dei fedelissimi di "don Raffaè" -come nella canzone scritta e cantata da Fabrizio De Andrè nel 1990- attive nel settore del gioco del lotto clandestino, con centrali operative nei quartieri Forcella e Sanità del capoluogo partenopeo. Per Pianese sarà necesaria l'asportazione di un rene e della milza nell'ospedale Santa Maria di Loreto nuovo. Cacciapuoti era detenuto a Genova ed era tornato a Napoli usufruendo di un permesso, ma non aveva poi fatto rientro nel penitenziario ed era per questo ricercato dalle forze dell'ordine. Lauria, ai domiciliari in ospedale, verrà fatto fuori, il 16 aprile 1988, in una corsia del nosocomio Antonio Cardarelli di Napoli, nella sezione XXIV di ortopedia, al secondo piano, insieme alla moglie, Maria Pisacane, di 21, sempre per regolamento di conti nelle tensioni tra le due principali organizzazioni camorristiche della zona contrapposte per il predominio della piazza di spaccio e di detenzione del potere criminale, da due sicari. Erano vestiti da infermieri e il 20 aprile successivo verranno fermati e identificati come Raffaele Stolder, 30 anni, ritenuto verosimilmente uno dei due esecutori materiali del duplice delitto, e Pasquale Iafulli, di 36, altro sparatore, inviati a compiere la vendetta, presumibilmente, dai fratelli Salvatore e Pasquale Florio, di 34 e 36. Ma le prove non basteranno ad incastrarli e il duplice omicidio rimarrà senza colpevoli assicurati alla giustizia.