La cappella commemorativa

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7 maggio

Oggi, ma nel 1945, a Trecella, frazione di Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano, lungo la strada verso Albignano, frazione di Truccazzano, sempre in quel di Milano, a guerra finita da 12 giorni, alle 15, 6 militari delle Squadre d'azione patriottica, ovvero i gruppi di combattimento partigiani della Resistenza italiana, appartenenti alla brigata Sap numero 105 "Adda", intenti a spostare materiale residuo di guerra, e altrettanti bambini, che erano accorsi a curiosare dalle vicinanze, rimanevano uccisi dallo scoppio di una bomba.

La squadra Sap la stava caricando su un carro trainato da animali per portarlo alla polveriera di Cassano d'Adda, sede dello snodo ferroviario Milano-Bergamo e Milano-Venezia. Nell'esplosione, molto probabilmente dovuta alla presenza di mine nel campo di raccolta dei 6 proiettili da cannone antiaereo, il cui contenuto era pari a 300 quintali di esplosivo, perivano anche i cavalli e gli asini messi a disposizione per l'operazione da Emilio Magni e da Giovanni Camarilla, ai quali erano stati assegnati quadrupedi ritirati dalle forze armate germaniche. Le vittime erano: maggiore Franco Mangiagalli, con funzione di comandante, di 58 anni; caporal maggiore Emilio Moranzoni, di 20; e soldati semplici Silvio Maggi, di 18; Ariberto Spinelli, di 19; Franco Moneta, di 18; Luigi Panzera, di 18. Erano tutti iscritti al Comitato di liberazione nazionale del distaccamento di zona di Trecella, dal 25 aprile precedente. I bambini deceduti, che erano tutti provenienti dal circondario, erano: Angelo Invernizzi, di 13 anni; Aldo Brambilla, di 13; Giuseppe De Gasperi, di 13; Edoardo Grammatica, di 13; Alberto Brambilla, di 12; Mario Oldani, di 9. Proprio la loro triste sorte farà balzare agli onori della cronaca l'accaduto, rendendolo, a livello nazionale, di grande rilevanza.

Pioveranno critiche dai vari versanti politici e della società del tempo, sostenendo che fossero state usate eccessive leggerezze da parte del comandante Mangiagalli e soprattutto da parte dei suoi superiori nel non chiamare artificieri professionisti per disinnescare i proiettili e per di più nell'aver consentito a giovanissimi, data l'età media della squadra, di maneggiare quel materiale ritenuto estremamente pericoloso ed ancora nell'aver non ostacolato ai bambini di avvicinarsi a guardare nonostante il rischio evidente di morte. In ricordo, sul luogo della sciagura, sulla strada per Albignano, su pressione degli abitanti del posto, verrà eretta la cappella (nella foto, particolare) commemorativa. Nel cimitero di Trecella, invece, il monumento ai caduti nel conflitto mondiale raccoglierà i fiori che verranno deposti nelle cerimonie rievocative di quanti abbiano compiuto l'estremo sacrificio in quel 7 maggio 1945.