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8 marzo

8 Marzo 2026

Oggi, ma nel 1999, a Gravina di Puglia, in provincia di Bari, le celebrazioni per la giornata internazionale dedicata alle donne dal 1977 assumevano particolare connotazione anti femminicidio, benché non ancora codificato come tale, a 12 giorni dall’assassinio, mediante soffocamento e poi con una coltellata al cuore, di Maria Pia Labianca, di 21 anni, avvenuto, il 24 febbraio precedente, da parte dell’ex fidanzato "rifiutato" Giovanni Pupillo. Che poi aveva nascosto il cadavere in campagna, al Casino Mennini, detto “Casa degli spiriti”, con l’aiuto del fratello di 13 anni. Il corpo senza vita, nudo, con le braccia aperte in crocifissione e i piedi legati, come a voler simulare un sacrificio da rituale satanico per depistare i rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura, era stato rinvenuto il 27 febbraio, da un contadino.

Nell’estate del ’97 la vittima aveva lasciato il killer, anche per via dei suoi supposti problemi psichici, e non era intenzionata a tornare con lui (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano meneghino “Corriere della Sera”, dell’8 marzo di quel 1999, nel pezzo a firma di Roberto Buonavoglia). Aveva anche intrapreso una nuova relazione, con Renzo Tucci, sempre gravinese. Anche se occasionalmente continuava a vedere Pupillo. Ed anche a incontrare Sandro Varvara, che però, come Tucci, risulterà totalmente estraneo al delitto e protetto da un alibi di ferro. Pupillo aveva anche preso a frequentare un’altra, tale Costanza, ma poi quella storia era terminata.

Era stato anche lui universitario, ma soprattutto aveva lavorato nel negozio di elettrodomestici della famiglia, poi era stato paracadutista nella Brigata Folgore dell’esercito, di stanza a Livorno, ma aveva cercato il congedo anticipato accampando disturbi mentali: verosimilmente per insofferenza verso la rigidità della disciplina. Maria Pia era studentessa di psicologia a Padova, incinta di Tucci, al secondo mese di gravidanza e aveva anche prenotato l’aborto all’ospedale padovano, per il 3 marzo scorso. Poi era ritornata a Gravina per le vacanze di Carnevale e aveva avuto l’incontro, letale, con il suo amante-aguzzino. Il 12 ottobre 2013 la Corte di cassazione confermerà, in via definitiva, la condanna a 21 anni di reclusione di Pupillo emessa, il 13 luglio 2007 in primo grado, e il 25 novembre 2011 in appello. Il 15 ottobre 2013 Pupillo, di 37 anni, si presenterà, spontaneamente, nel carcere di Turi per scontare i 15 anni effettivi residui.