Vasto

Ancora nessuna traccia di Domenico Racanati, i familiari: «Lo stato non ci abbandoni»

20 Maggio 2026

A vuoto la battuta di ricerche dei sub con i metal detector nelle acque del Trigno. L’uomo è caduto nel fiume il 2 aprile dopo il crollo del ponte per il maltempo

VASTO. A quasi due mesi dalla sua scomparsa, di Domenico Racanati non c’è ancora traccia. Ieri, nelle acque della foce del fiume Trigno, le ricerche sono andate avanti a vuoto fino al tardo pomeriggio. Il cinquantatreenne pugliese, pescatore di Bisceglie, è ormai disperso dal 2 aprile, quando stava percorrendo la Statale 16 in direzione Nord, verso Ortona, dove si stava recando per affari. All’improvviso, il ponte Trigno che collega l’Abruzzo con il Molise ha collassato a causa del maltempo estremo che in quelle ore stava flagellando le due regioni. A riavviare le ricerche dopo alcune settimane di stop è stata la guardia costiera di Termoli, guidata dal comandante Giuseppe Panico, che ha coinvolto gli specialisti del Nucleo operatori subacquei di San Benedetto del Tronto. 

I sommozzatori hanno scandagliato i fondali alla foce del Trigno con i metal detector, con l’impiego di sette uomini e due battelli. Sul collasso dell’infrastruttura viaria indaga la procura di Larino (Campobasso), con la procuratrice Elvira Antonelli che ha aperto un fascicolo per crollo e omicidio colposi, mentre si moltiplicano intanto gli appelli della famiglia che chiede verità e giustizia, ma soprattutto di non fermare le ricerche. Proprio due giorni fa, lunedì, la moglie di Racanati, Vanessa De Marco, e la figlia Angelica, hanno scritto l’ennesimo post su Facebook. Questa volta, però, rivolgendosi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni («Lo Stato non ci abbandoni»).

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