Cani e gatti sbranati dai lupi, paesi assediati anche di giorno

Allarme nella Marrucina. È il sindaco di Filetto Di Nanno a denunciare gli ultimi episodi che hanno scioccato la sua comunità: «Le segnalazioni sono continue, un problema che si aggiunge a quello della presenza dei cinghiali»
FILETTO. La paura cresce soprattutto nelle ore serali a Filetto. Sono in sensibile aumento in paese le segnalazioni di animali domestici e di cani e gatti randagi scomparsi o trovati senza vita dopo presunti attacchi di lupi o altri predatori selvatici. Cani lasciati liberi nei giardini, gatti abituati a muoversi tra le case del borgo, piccoli animali da cortile stanno scomparendo da giorni tra lo sgomento, la rabbia e l'allarme dei residenti. L'ultimo episodio è stato registrato ieri: due cani, appartenenti alla stessa famiglia, sono stati ritrovati sbranati, molto probabilmente dai lupi. E nei giorni precedenti ancora altri attacchi, addirittura ad un cagnolino che la padrona aveva lasciato libero di fare una passeggiata attorno a casa per i bisogni e che non è più tornato, segno che i lupi studiano anche le abitudini degli animali domestici. I mammiferi vengono avvistati anche in pieno giorno per le vie appena sotto il centro abitato, in via per Chieti e località Incotte. Ma i predatori insistono in maniera massiccia su tutta la zona Marrucina, verso Orsogna e fino a Ortona. Anche i cinghiali, secondo quanto appreso dai residenti e dalla Polizia provinciale a cui sono arrivate numerose richieste di intervento, avrebbero cambiato abitudini, preferendo di riunirsi in gruppo e spostandosi soprattutto di giorno, circostanza che aumenta l'allerta di automobilisti e cittadini. «Le segnalazioni sono continue», commenta il sindaco, Rocco Di Nanno, «i lupi stanno facendo razzia di piccoli animali, in paese non ci sono più randagi. Tutti li vedono, ma nessuno può fare niente. A questo si aggiunge il problema dei cinghiali che in questo periodo hanno le cucciolate e sono molto aggressivi. Evidentemente i lupi evitano di confrontarsi con i capo branco e si riversano su cani e gatti». La sensazione vissuta da tutti è di impotenza. «Tornerò a segnalare la questione al prefetto, come già fatto un paio di anni fa, ma si devono muovere gli organi competenti anche per un eventuale censimento: è stato fatto per i cinghiali, perché non si può fare per i lupi? Bisogna evitare che la gente cominci a farsi giustizia da sé con fucili o bocconi avvelenati come avvenuto nel Parco nazionale, è una situazione che va assolutamente scongiurata».

