Casa nel bosco presa d’assalto dai turisti morbosi. S’infuria e scappa anche l’asino

Oggi l’abitazione dei Trevallion è diventata una tappa fissa per i curiosi che attraversano la regione, con tutti i disagi del caso per chi, in quest’angolo d’Abruzzo, ci vive.
PALMOLI
Ieri mattina si è agitato anche Gallipoli, l’asino della famiglia del bosco. L’animale ha scavalcato il recinto e si è fermato in mezzo alla strada provinciale che porta al paese dell’Alto Vastese, bloccandone di fatto il traffico. Neanche lui sopporta più la folla di turisti che dall’inizio dell’estate assedia il casolare di Palmoli dove la famiglia Trevallion viveva prima dell’intervento dei giudici minorili. Oggi l’abitazione è diventata una tappa fissa per i curiosi che attraversano la regione, con tutti i disagi del caso per chi, in quest’angolo d’Abruzzo, ci vive.
Un’oasi di tranquillità. Questo, per la coppia anglo-australiana, sarebbe dovuta essere la casa “nel bosco”. Oggi è l’opposto. L’inizio della proprietà dà sulla strada, basta accostare e affacciarsi all’ingresso per provare a intercettare i genitori del caso mediatico dell’anno. Nel corso degli ultimi mesi in centinaia si sono riversati davanti all’abitazione; la maggior parte per esprimere la propria solidarietà, guardare dal vivo i volti trasmessi in maniera compulsiva sullo schermo di cellulari o televisori. Tutti vogliono scattare una foto, e alcuni per farlo sono arrivati a violare la proprietà privata della famiglia, entrando – senza alcuna autorizzazione – nel terreno dei Trevallion.
Lo chiamano «turismo morboso», l’andirivieni verso i luoghi simbolo dei fatti più noti di cronaca per scattare un selfie, possibilmente insieme ai diretti protagonisti della vicenda. Un fenomeno alimentato dalla cassa di risonanza dei social network che in Abruzzo ha il suo cuore pulsante proprio nel piccolo comune del Chietino.
La situazione è precipitata al punto che Nathan e Catherine hanno dovuto adottare delle contromisure. Accanto alla cassetta postale della famiglia, è stato affisso un messaggio su un foglio bianco A4. «Vi preghiamo di rispettare la nostra privacy», c’è scritto. Poi il disegno di un cuore, e infine «grazie per la comprensione. C + N». Che stanno per Nathan e Catherine, appunto. Il messaggio non è stato però sufficiente a dissuadere i curiosi, che continuano a presentarsi puntualmente davanti all’abitazione. E allora ieri, dopo l’ennesimo episodio che ha fatto agitare anche gli animali della loro fattoria, la coppia ha deciso di alzare il livello di guardia: è stato costruito un recinto “alla buona” con un’incannucciata e nel giro di qualche giorno installeranno un nuovo cancello per impedire ai più audaci di tentare l’ingresso.
Certo, di questo inaspettato flusso di turisti avrebbe potuto beneficiare anche il comune di Palmoli. Se ne avesse avuto le capacità. «Non abbiamo le strutture necessarie per l’accoglienza», spiega il sindaco Giuseppe Masciulli. D’altra parte, l’amministrazione può fare poco per arginare il fenomeno: «La strada è provinciale. Per noi è impossibile emanare un’ordinanza per salvaguardare la privacy della coppia. Non è una nostra competenza. Alla gente del posto, poi, non hanno dato alcun fastidio. Ma è vero che in tantissimi sono arrivati in paese per chiedere l’ubicazione precisa della casa». Ad alimentare questo turismo morboso è il fatto che «contrariamente a quanto si potrebbe pensare», precisa Masciulli, «l’abitazione dista soltanto 25 minuti dalla costa adriatica di San Salvo», meta turistica molto gettonata nei mesi estivi. E così, per chi vuole passare una giornata alternativa, organizzare una gita a Palmoli per vedere il casolare dei Trevallion è un gioco da ragazzi. «Fanno escursioni ogni giorno. Vengono qui animati dalle migliori intenzioni, ma la loro presenza è particolarmente gravosa per la vita familiare della coppia».
L’episodio più curioso un paio di settimane fa: «Un gruppo di ragazzi del Nord Italia ha fatto volare un drone sopra l’abitazione per filmarla». Per le minacce alla privacy dall’alto non bastano cancelli o incannucciate.

