Chieti

Causò un incidente mortale, evade dai domiciliari e guida a zig-zag: bloccata, stavolta va in carcere

7 Settembre 2026

Miglianico: evade dai domiciliari la donna che, drogata alla guida, a luglio ha ucciso un pensionato. I carabinieri la sorprendono in auto mentre procede a zig-zag: arrestata, stavolta va in carcere

CHIETI. Doveva restare a casa, confinata agli arresti domiciliari per un’accusa come l’omicidio stradale aggravato dalla guida sotto l’effetto della cocaina, roba da 12 anni di carcere. Invece ha scelto di forzare il suo isolamento. Paola Belvedere, 47 anni, residente a Vacri, ha preso le chiavi della Suzuki di famiglia e si è gettata nel traffico. Una marcia irregolare, una sequenza di traiettorie a zig-zag che ha fatto tremare gli altri automobilisti, sfiorando il potenziale rischio di una nuova tragedia. A spezzare questa corsa cieca ci hanno pensato i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona, che l’hanno intercettata, bloccata e arrestata all’altezza di Miglianico, prima che la situazione precipitasse. Da ieri mattina, la Belvedere è rinchiusa nel carcere di Madonna del Freddo: l’ordinanza di aggravamento della misura cautelare è stata firmata dal giudice del tribunale di Chieti, Enrico Colagreco, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani.

IL PRIMO ARRESTO

I guai giudiziari della quarantasettenne cominciano lo scorso 7 luglio. In base alle contestazioni, nonostante abbia assunto cocaina e sia senza la patente, la donna si mette alla guida di una Fiat Panda. È mattina presto quando a Miglianico, all’altezza di contrada Elcine, la Belvedere si schianta contro un’altra Panda, quella condotta da Vincenzo Barone, 79 anni, residente a Filetto dopo una vita in Svizzera. Per l’anziano non c’è niente da fare: gli operatori del 118 si precipitano sul posto anche con l’elicottero, ma lui muore poco dopo l’impatto. La donna resta ferita, in modo non grave: arrestata e inizialmente piantonata in ospedale, dopo le dimissioni finisce ai domiciliari. Codice penale alla mano, l’indagata rischia una condanna da otto a 12 anni di reclusione.

L’ARRESTO BIS

Due giorni fa, infischiandosene di tutto, la Belvedere si allontana da casa, il che sarebbe già di per sé sufficiente per configurare il reato di evasione. La cosa più grave è che lo fa in auto. I carabinieri la sorprendono – non lontano dal punto della tragedia di luglio – mentre, al volante di una Suzuki Vitara, sembra un pendolo impazzito tra le corsie di marcia. Su disposizione del pubblico ministero, la donna torna ai domiciliari per qualche ora, il tempo che la procura chieda al tribunale di aggravare la misura cautelare. E la nuova ordinanza, che stavolta dispone la custodia in carcere, arriva a stretto giro.

LA NUOVA ORDINANZA

Secondo il giudice, è fin troppo chiaro che gli arresti domiciliari si siano dimostrati totalmente inadeguati per contenere il rischio che la donna possa tornare a compiere reati. Non solo: la quarantasettenne – è il senso del ragionamento del magistrato – ha evidenziato un’assoluta riluttanza al rispetto delle regole, raggiungendo un livello di inaffidabilità tale da violare le prescrizioni del tribunale. La logica conseguenza – conclude il giudice – è che mandarla in cella resta l’unico modo per evitare ulteriori comportamenti riprovevoli, capaci di mettere in pericolo la sicurezza della collettività.

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