Chiede foto porno a una ragazzina 24enne ai lavori socialmente utili

Il giovane era finito nei guai per tentata corruzione di minore, reato punito con il carcere fino a 5 anni Il giudice dice sì alla messa alla prova su richiesta della difesa. L’allarme dalla madre della vittima
VASTO. L’accusa è grave: tentata corruzione di minore attraverso un social network. Un 24enne di Vasto ha rischiato di essere condannato a una pesante pena per aver cercato di ottenere da una ragazzina non ancora quattordicenne materiale pornografico per poi indurla a compiere atti sessuali. Il codice penale parla chiaro: chiunque compie atti sessuali in presenza di minori di 14 anni è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Il difensore, l’avvocato Antonello Cerella, è riuscito ad ottenere dal gup Anna Rosa Capuozzo la sospensione del processo con la concessione della messa alla prova, una modalità alternativa di definizione del giudizio penale con l’accesso ai lavori socialmente utili. Guai se durante la messa alla prova il ragazzo dovesse ricascarci.
La vicenda che ha avuto per protagonista e vittima l’adolescente risale ad un anno fa. Se non ha avuto gravi conseguenze è solo grazie alla madre della ragazzina che ha scoperto i video e i messaggi ed è subito intervenuta, denunciando il 24enne. Due giorni fa il giovane è comparso davanti al gup del tribunale di Vasto davanti al quale è stata ribadita l'accusa. In base al capo d’imputazione, «il giovane poneva in essere atti idonei in modo non equivoco a compiere atti sessuali con una minore di 14 anni mostrando alla stessa materiale pornografico e inducendola a compiere atti sessuali».
A ottobre 2023, dopo aver contattato la ragazzina su un social network, il giovane ha iniziato a mandarle messaggi privati. Dopo qualche tempo le ha chiesto di ricevere delle foto che la riprendevano nuda. A sua volta, lui le ha mandato foto delle sue parti intime. Alle richieste corredate dalle immagini ha aggiunto inviti pornografici. Non pago, ha contattato ancora la ragazzina con una videochiamata invitandola in modo esplicito a compiere atti sessuali e mostrando altro materiale pornografico.
L’imputato non è riuscito nel proprio intento grazie all’immediato intervento della madre dell’adolescente. La donna, dopo aver preso e sequestrato il cellulare alla figlia impedendole di aver altri contatti con il ragazzo, ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. La macchina della giustizia si è messa in moto con estrema discrezione per non turbare la ragazzina. Ora il giovane sarà seguito costantemente.
Ancora una volta i social network si rivelano una grossa insidia per i minori. La vicenda che ha trascinato il 24enne davanti al gup di Vasto è simile a molte altre di cui si è occupato negli ultimi anni il tribunale per i minori dell’Aquila. Gli adolescenti sono esposti a contenuti inappropriati che possono influenzare negativamente la formazione dei valori.
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