Chieti. 84 candidati a zero voti: ecco l’esercito dei “riempilista”

L’Udc è il caso più clamoroso: 16 su 23 non hanno preso neanche una preferenza
Nessun consenso per 14 di Noi Moderati. Restano a secco anche alcuni civici
CHIETI
È il partito degli zero voti: non sposta consensi, non porta parenti, non convince neppure il vicino di casa. Nelle elezioni comunali di Chieti l’esercito dei candidati è arrivato a 585 nomi, roba da maxi concorso pubblico con santino al posto della domanda. Dentro quell’esercito, 84 aspiranti consiglieri (tutti i nomi li pubblichiamo alle pagine 10 e 11) hanno chiuso a quota zero. Non una preferenza.
Chiamarli candidati, in molti casi, richiede generosità. Il nome tecnico, brutale, è un altro: riempilista. Persone arruolate per completare caselle, gonfiare simboli, dare a coalizioni fragili l’aria delle grandi armate. La spiegazione, quando arriva, ha sempre lo stesso candore: «L’ho fatto solo per fare un favore a un amico: il mio compito era quello di aiutare a raggiungere il limite per la lista». Traduzione politica: non cercavo voti, servivo da bullone. Il campionario è trasversale. Nell’Udc, a sostegno di Mario Colantonio, il dato sembra scritto per chi ama l’umorismo nero delle urne: 16 candidati su 23 senza una preferenza. Più di due terzi della lista. In mezzo a quel deserto spunta Marco Di Paolo, 251 voti, risultato che rende ancora più evidente il resto. Dietro di lui, il candidato più votato si ferma a quattro. Poi tre candidati a due e due a uno. Una scala mobile verso il nulla. Rimanendo nell’area di Colantonio, Azione politica aggiunge altri quattro zeristi alla collezione. Pochi, rispetto ai fuochi d’artificio dell’Udc, ma abbastanza per confermare il metodo: quando una lista deve stare in piedi, qualche nome si trova sempre. Poi arrivano le urne, che separano la politica dalla scenografia.
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