CHIETI
Cagnolino a bordo dell’autobus? No, grazie. O forse sì. Nell’indecisione, qualche giorno fa è scoppiato un bel parapiglia sul bus della Tua che ogni giorno copre la linea Chieti-Pescara. Il mezzo fermo in strada per l’accesa discussione tra il proprietario del cane e l’autista, al punto da dover ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine per dirimere la controversia. Mentre decine di passeggeri attendevano, spazientititi.
I FATTI
Il proprietario del cagnolino - che si è rivolto ai legali del Codacons Abruzzo dopo l’accaduto - era in attesa dell’autobus 8 in viale Aldo Moro a Sambuceto con un amico. E con il suo animale di piccola taglia, provvisto di guinzaglio e museruola. Quando il bus è arrivato alla fermata, il conducente ha negato l’accesso all’uomo e al cane: «C’è bisogno del trasportino per salire a bordo», ha detto l’autista. Il proprietario, stupito, ha evitato polemiche e ha atteso la corsa successiva. Quando questa è arrivata, l’uomo e il suo cagnolino sono saliti a bordo senza che l’autista dicesse loro nulla. Arrivati regolarmente a destinazione, e terminata la passeggiata, inizia l’odissea da una fermata di via Tiburtina.
PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA
Arriva il bus che da Pescara torna a Chieti e alla guida c’è lo stesso autista severo dell’andata: si aprono le porte, salgono tutti a bordo. Ma non il proprietario del cagnolino e l’animale. «Il conducente questa volta mi ha invitato in modo energico a scendere, dicendo che il cane doveva essere alloggiato in un trasportino», ha raccontato il protagonista della disavventura, che ha provato a convincere il dipendente Tua. Ma la discussione si è accesa e il conducente - sostenendo di poter decidere a sua discrezione se accogliere o meno animali - ha chiamato la polizia. L’autobus è rimasto bloccato per quasi mezzora alla fermata, creando non pochi disagi agli altri passeggeri, fino all’arrivo di una volante. L’autista e il proprietario del cagnolino sono stati identificati, poi il mezzo è ripartito. L’uomo ha atteso alla fermata l’arrivo del bus successivo, salendo a bordo regolarmente e tornando a Chieti senza che nessuno gli facesse rimostranze sulla presenza del cane a bordo.
LA DENUNCIA
Il proprietario del cagnolino, però, non si è accontentato di tornare a casa e far cadere tutto nei dimenticatoio. Facendosi paladino dei possessori di animali domestici si è rivolto al Codacons Abruzzo denunciando l’accaduto. «C’è un problema in questa vicenda», dice l’avvocato Vittorio Ruggieri, presidente del Codacons Abruzzo, «manca chiarezza nel regolamento Tua sul trasporto di animali a bordo. Un conducente ha fatto salire l’utente a bordo, un altro no. Non può funzionare così, alla luce dell’importanza che gli animali domestici rivestono ormai nella nostra società, avendo un ruolo importante per anziani e persone sole. Ormai gli animali da compagnia sono quasi in tutte la case. Per questo come Codacons chiediamo alla Tua che la normativa sia resa chiara e univoca per far sapere alle persone, in modo esatto, cosa serve per utilizzare i mezzi pubblici se si viaggia con un animale, un gatto o un cane».
Un problema di comunicazione ambigua, per il Codacons: «Bisogna far capire le cose agli utenti in modo chiaro e semplice: il regolamento Tua da una parte parla di guinzaglio e museruola, dall’altra di trasportino. Va detto che salire con un cane di piccola taglia, munito di guinzaglio e museruola, non può essere pericoloso per gli altri passeggeri: nel caso specifico il conducente ha assunto una posizione che pare una forzatura volta a penalizzare il proprietario e l’animale, totalmente innocuo. Serve chiarezza: bisogna pubblicizzare con avvisi e grafiche chiare sia alle pensiline delle fermate che dentro gli stessi autobus. Questa vicenda nasce proprio dalla mancanza di una comunicazione chiara. La Tua venga incontro ai tanti utenti proprietari di animali domestici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA