Chieti, oltre 300 firmano la petizione per spostare il terminal

30 Marzo 2026

Superata la quota minima fissata dall’associazione Kfk. La richiesta: «Mettere i bus in una zona più sicura e dove inquinino meno»

CHIETI. La quota agognata è finalmente raggiunta: alla petizione dell’associazione Kfk (Kontrofabbrika) di Paola Piccone, che chiede lo spostamento del terminal bus da Largo Cavallerizza a una postazione pianeggiante, sono bastati tre incontri per conquistare quelle 300 firme utili a presentare il progetto al tavolo del Comune. Oggi alle 12 è previsto l’incontro con il sindaco Diego Ferrara, che si è detto disponibile a un confronto sul tema - anche grazie all’intermediazione del consigliere Avs Edoardo Raimondi, presente la scorsa domenica al banchetto in piazza Gian Battista Vico, sul corso del centro storico. Ferrara aveva già partecipato, la scorsa settimana, a un sopralluogo con il prefetto Silvana D’Agostino per valutare lo spostamento dei bus in sosta dall’attuale postazione, che incrocia via Asinio Herio, alla piazzola pianeggiante alle spalle del Palazzo di giustizia.

«La partecipazione dei cittadini», spiega Piccone, «continua a crescere. Ma insieme alle firme cresce anche la consapevolezza: la situazione attuale non è più sostenibile né giustificabile». Tra le criticità evidenziate dall’associazione, promotrice della petizione, una pendenza troppo pericolosa (alla luce dell’incidente dello scorso 25 febbraio) e la questione dell’impatto acustico e atmosferico dell’attuale fermata: «La sosta prolungata degli autobus comporta», prosegue Piccone, «emissioni concentrate di Pm10, NOx (ossidi di azoto, ndr), rumore continuo e vibrazioni con impatto diretto su residenti e attività affacciate su Largo Cavallerizza In evidente contrasto con l’art. 32 della Costituzione a tutela della salute.

Ma c’è anche un rischio legato all’idoneità geologico-strutturale, che per l’associazione è «punto cruciale», conclude la presidente dell’associazione, perché «il tratto stradale è interessato da cedimenti del piano viabile, fenomeni di dissesto idrogeologico, interventi di consolidamento successivi a eventi gravi come la voragine del 2019. Un autobus di linea», che arriva a pesare anche oltre 18 tonnellate e con carichi dinamici ripetuti, «non è compatibile con un sedime stradale instabile: amplifica i cedimenti e aumenta il rischio di collasso locale. La richiesta è chiara: spostamento immediato dello stallo bus in area idonea sotto il profilo geologico, urbanistico e sanitario». Sarà questa la richiesta che oggi, in tarda mattinata, l’associazione presenterà al sindaco. A incontrarlo, con l’avvocato Piccone, un documento che porta il sostegno di oltre 300 cittadini.

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