Domenico morto nel crollo del ponte sul Trigno, la moglie: «Riprendete le ricerche»

Il caso del marittimo Racanati, parla la donna: «Da duecento giorni viviamo un incubo»
SAN SALVO. «Dov’è Mino?». È la domanda che Vanessa De Marco, la moglie di Domenico Racanati, 52 anni, il marittimo di Bisceglie disperso dal 2 aprile scorso, rivolge ancora una volta alle istituzioni, alla procura e a tutte le autorità che si stanno occupando del crollo del ponte Trigno. «Dov’è Mino? Dateci una spiegazione. Diteci quali sono gli ostacoli. Diteci perché bisogna aspettare ancora», scrive Vanessa. «Ma, soprattutto, non lasciate che passino altri giorni senza fare tutto ciò che è possibile per cercarlo». E di giorni ne sono passati davvero tanti. Oggi sono esattamente 200 giorni che non si hanno più notizie di Domenico “Mino” Racanati. Vanessa lancia l’ennesimo appello.
«A tutt’oggi», scrive, «non abbiamo ancora ricevuto una spiegazione sul perché dobbiamo aspettare fino a metà novembre per sapere se mio marito Mino potrebbe essere ancora incastrato tra le macerie del ponte. Questo è ciò che sono costretta a fare per poter far sentire la mia vicinanza a mio marito. Per fargli sentire che non è stato dimenticato, almeno da noi. Perché, guardandomi intorno, quello che vedo è soltanto un enorme senso di menefreghismo. Sono costretta a percorrere 200 chilometri per poter portare a mio marito almeno un mazzo di fiori. Per ricordargli che qualcuno lo sta aspettando. Per non farlo sentire solo, sepolto chissà dove, da ormai sei mesi e mezzo. E noi cosa dovremmo fare? Aspettare? Aspettare che arrivi il pieno inverno, che arrivino le mareggiate, la pioggia, il maltempo e che, ancora una volta, la sua ricerca venga rimandata? Cosa c’è da aspettare? Quali sono le difficoltà che impediscono di agire adesso? Perché non ci viene data una spiegazione chiara, concreta, comprensibile? Non stiamo chiedendo un favore», rimarca la donna.
«Stiamo chiedendo di cercare una persona. Stiamo chiedendo che mio marito non venga dimenticato. Stiamo chiedendo che, dopo mesi d’attesa, qualcuno ci dica finalmente cosa sta succedendo e perché non si può intervenire ora. Lì non c’è una pratica burocratica, lì c’è Mino. C’è un marito. C’è un padre. C’è una famiglia che aspetta. E mentre voi aspettate, noi viviamo ogni giorno con una domanda che ci distrugge». La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha spiegato che non spetta a lei decidere quando rimuovere le macerie. La Regione Molise ha convocato il comitato che ha raccolto 17mila firme per la ricostruzione del ponte e cerca di trovare una soluzione.
Il consiglio comunale di Bisceglie ha intanto votato una mozione a sostegno della famiglia Racanati. Il documento prevede la costituzione di un fondo comunale di solidarietà per offrire un sostegno economico alla famiglia, anche per far fronte alle spese legali e logistiche. Il voto unanime rappresenta un segnale di vicinanza istituzionale ai familiari di Racanati, che sono alle prese con le conseguenze della tragedia e con l’attesa di risposte sulla sorte del loro congiunto. Vanessa, la figlia Angelica e i fratelli di Mino vogliono sapere quando potranno riavere quello che resta del loro caro. «Merita una degna sepoltura», dicono ricordando quanto straziante sia l’attesa. «E noi meritiamo una tomba sulla quale piangere Mino». In base alle ultime dichiarazioni dell’Anas, dovranno aspettare ancora un mese e questo i Racanati non riescono proprio a sopportarlo.
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