Due posti da vigile urbano 500 domande a Paglieta

In 243 si presentano nel padiglione della Fiera di Lanciano per la prima prova Un candidato spiega: «Ormai i bandi me li faccio tutti, prima o poi vinco»

LANCIANO. C'è voluto un intero padiglione della Fiera per ospitare l'esercito di candidati che ha risposto al bando di concorso per un lavoro, a tempo indeterminato, come agente di polizia municipale nel comune di Paglieta. Due i posti disponibili e 454 le domande di partecipazione arrivate da tutta Italia, Sicilia e Sardegna comprese, assieme a Puglia, Campania, Marche, Molise.

E così ieri, davanti al padiglione 1, in contrada Iconicella, si sono ritrovati in centinaia, in maggioranza ragazzi, ma anche uomini e donne adulti, con già un'esperienza di lavoro alle spalle, e magari una famiglia che li aspetta a casa e che spera in un posto tranquillo, in un paese tranquillo, in una nazione dove però anche fare il vigile urbano diventa un miraggio.

Sono arrivati, dei 454 previsti, 243 aspiranti vigili. Gli altri probabilmente non hanno fatto in tempo a venire oppure hanno rinunciato a priori visto l'altissimo numero di adesioni. Quello che ci si è trovati davanti è uno spaccato dell'Italia che arranca. Gente dai 18 ai 40 anni che non ha più un lavoro o che lo sta cercando, magari mentre fa il praticante sottopagato in un ufficio legale, oppure mentre studia all'università o lavora part-time in qualche ufficio o in una fabbrica. In tanti hanno già un'esperienza di lavoro sul campo. Sono numerosi i vigili stagionali che hanno lavorato per qualche settimana in estate nelle città di riviera. I loro contratti vanno a singhiozzo, di mese in mese. La speranza è quella di acciuffare un posto a tempo indeterminato e poi pensare in grande: una casa, un mutuo, un lavoro che duri. Non contano le distanze e nemmeno i tempi lunghi dei bandi di concorso.

«Choosy?» scherza un ragazzo « e che cos'è, una parolaccia? Io lavoro da anni e non mi faccio problemi, dove mi vogliono vado». L'atmosfera prima di entrare è a tratti tesa, si scherza e si fanno battute, ma l'aria è pesante. Chi deve sostenere la prova pre-selettiva sa già che le speranze di essere presi sono ridotte al lumicino. Ma si tenta lo stesso. Ci sono laureati, laureandi e neo diplomati.

«C'è crisi» sorride un ragazzo che di diventare vigile non l'avrebbe mai nemmeno immaginato. Le ragazze invece si schermiscono. «È un lavoro come un altro» dice una candidata mentre fuma nervosamente la sigaretta, «quel che conta è che sia a tempo indeterminato». E poi ci sono i cosiddetti concorsisti. «Faccio questo di mestiere» racconta Massimiliano «il concorsista: ormai i bandi me li faccio tutti, prima o poi vinco». Si tratta di spulciare pagina per pagina la GazzettaUfficiale e di vedere quali lavori sono richiesti e dove. Poi si prende e si parte, col libro di diritto amministrativo sottobraccio, magari studiato in treno o nel week-end. C'è chi ha già sostenuto un concorso simile a Rimini: 18 posti da agente di polizia municipale a tempo indeterminato e un migliaio di concorrenti. Chi torna è perché non è stato preso, magari per pochi maledetti punti. Prossimamente invece ci sarà un altro concorso per un posto da vigile a Villamagna, nel Pescarese: si tenterà anche quello. Intanto, c'è il miraggio di Paglieta. «Siamo stati costretti a questa prova pre selettiva per l'altissimo numero di domande» spiega il sindaco Nicola Scaricaciottolim «le richieste sono arrivate anche abbastanza velocemente, solo una sessantina negli ultimi giorni disponibili».

La prova, 30 domande a risposta multipla a cui rispondere in mezz’ora, riguarda argomenti espressamente tecnici come ordinamento degli enti locali, nozioni di diritto amministrativo, leggi sulla sicurezza e in materia di edilizia, legislazione ambientale, sistema penale e di polizia giudiziaria. Il minimo per passare alla prova successiva è di 21 domande esatte. Poi si va alla prova orale. «Quando si comincerebbe a lavorare?» chiede una ragazza a un componente della commissione. «Appena ti dicono che sei assunta» le viene risposto. Lei sorride, ma è il sorriso amaro di chi alla speranza non crede quasi più.

Daria De Laurentiis

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