Famiglia nel bosco, c’è la data: il 23 gennaio via alla perizia

Fissato il giorno in cui la consulente incaricata dal tribunale inizierà a seguire la coppia e i tre bimbi: dovrà valutare se i due soffrono di problemi che compromettono la propria responsabilità genitoriale
PALMOLI. C’è un giorno annotato sul calendario della famiglia del bosco. Non è quello del lieto fine – del tutto incerto – ma segna l’inizio del procedimento decisivo per le sorti di Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i loro tre piccoli. Il 23 gennaio Simona Ceccoli, la consulente tecnica d’ufficio nominata dal tribunale per i minorenni dell’Aquila (presieduto da Cecilia Angrisano) inizierà la sua «indagine personologica e psico-diagnostica» per valutare se la coppia «presenti caratteristiche psichiche idonee ad incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale» si legge nel provvedimento giudiziario. Tradotto, significa che la dottoressa dovrà stabilire se i due sono in grado di esercitare il ruolo di genitori. E mentre la giustizia segue il suo corso, i tre piccoli continuano – e verosimilmente continueranno nei prossimi mesi – a trascorrere le loro giornate nella struttura protetta a Vasto dove il tribunale li ha collocati lo scorso 20 novembre.
Nell’ultima ordinanza – datata 11 dicembre, ma notificata ai legali della difesa, Danila Solinas e Marco Femminella, soltanto a ridosso del Natale – i giudici fanno capire chiaro e tondo di non fidarsi dei genitori e della loro rigidità ideologica. Tutte le motivazioni alla base della separazione iniziale della famiglia – dalle condizioni della casa a quelle igienico sanitarie, fino al diritto all’istruzione e alla relazionalità – apparentemente superate da Nathan e Catherine, sono passate in secondo piano nel momento in cui sono stati loro a finire sotto la lente dell’autorità giudiziaria. Per questo la perizia sarà determinante. Nello specifico, la consulente dovrà indicare se la coppia ha «caratteristiche psichiche idonee ad incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale» e, in caso positivo, valutare se «le capacità genitoriali sono recuperabili in tempi congrui rispetto allo sviluppo e alla crescita dei minori, indicando il percorso educativo che i genitori dovranno allo scopo intraprendere».
E di questo padre e di questa madre saranno valutate anche «gli stili relazionali e comportamentali», le «capacità e competenze genitoriali» e più precisamente «la capacità di riconoscimento dei bisogni psicologici (in particolare affettivi ed educativi) del minore» e, infine, «l’attenzione progettuale alle esigenze di crescita del minore per garantire un adeguato sviluppo psichico». Al vaglio della Ceccoli finiranno anche i tre bambini, di cui dovrà accertare «le condizioni attuali di vita, l’andamento dello sviluppo cognitivo e psico-affettivo, le figure di riferimento riconosciute dagli stessi minori e i modelli di identificazione sviluppati».
La difesa, dal canto suo, per provare a cambiare il corso giudiziario della vicenda si è affidata allo psichiatra Tonino Cantelmi e alla psicologa Martina Aiello, che saranno i consulenti di parte rispetto alla perizia psichica disposta dal tribunale. Proprio nella giornata di oggi Cantelmi incontrerà Catherine e Nathan. Inoltre, Femminella e Solinas possono contare su un ulteriore pool di 5 superconsulenti che guidi la coppia in un percorso di mediazione culturale, attraverso un’équipe multidisciplinare che spazia dalla neuropsichiatria alla psicoterapia infantile, fino alla sociologia.
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