Palmoli

Famiglia nel bosco, D’Atri: «Discredito mediatico contro gli assistenti sociali, così si colpiscono i più fragili»

17 Febbraio 2026

La vicenda di Palmoli. La presidente del Consiglio regionale dell'Ordine degli Assistenti sociali (Croas) d'Abruzzo, Francesca D'Atri, interviene pubblicamente contro "gli attacchi spietati" e il "discredito ormai quotidiano" che stanno investendo la professione

PESCARA. La presidente del Consiglio regionale dell'Ordine degli Assistenti sociali (Croas) d'Abruzzo, Francesca D'Atri, interviene pubblicamente contro "gli attacchi spietati" e il "discredito soprattutto mediatico, ormai quotidiano" che stanno investendo la professione, parlando di una comunità "lacerata dalla strumentalizzazione mediatica e dalle polarizzazioni". "In questi giorni - afferma D'Atri in una nota - sento il bisogno profondo di parlare a cuore aperto", con "la voce ferita di chi vive, ogni giorno, questa professione a tutela dei più fragili e dei più piccoli". Secondo la presidente, "ogni distorsione della realtà, ogni accusa mediatica, non è solo un attacco a un professionista, ma a un'intera comunità e all'intera società", perché rischia di "calpestare la speranza" di chi cerca protezione nel sistema di welfare. Quando il "sospetto" prende il posto della collaborazione, aggiunge, "è il legame di fiducia con la cittadinanza a spezzarsi". La presidente del Croas parla del "peso di una gogna mediatica" e afferma che "non è accettabile che il discredito soprattutto mediatico, ormai quotidiano, diventi in qualche misura un'autorizzazione alla violenza", che può tradursi in "una denigrazione scritta, un insulto urlato o un'aggressione fisica". "C'è un limite - sottolinea - oltre il quale la dignità umana non deve essere spinta e quel limite oggi è stato purtroppo raggiunto". D'Atri ribadisce che "indebolire la figura dell'assistente sociale significa rendere ancora più invisibili" le persone che chiedono ascolto e tutela. Il "silenzio" sui casi seguiti, precisa, "non è assenza e non è fragilità", ma "un silenzio sacro", fatto di segreto professionale e protezione.

La presidente D'Atri chiarisce inoltre che l'Ordine regionale "non ha rilasciato alcuna dichiarazione relativa a procedimenti disciplinari in corso o conclusi", prendendo quindi le distanze dai contenuti riportati da diverse testate. Infine richiama il principio "non negoziabile" dell'interesse superiore del minore, sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e recepito dall'ordinamento italiano, che guida l'azione quotidiana della professione. "Difendere il nostro lavoro - conclude - non significa difendere una 'casta', ma assumersi la responsabilità di proteggere chi soffre".